30.9.05

Weekend



Sono pronta, me ne vado per un lunghissimo weekend (quasi una settimana in realtà :o) ). Come potete vedere dalla foto ho bisogno di tempo per leggere un nuovo libro più qualche rivista, di tempo per gironzolare, per dorimire, e per poltrire.
A presto!


I will be away from this site for an extended weekend. As you could see from the photo I need time to read my favourite magazines and a new book, to sleep and to be lazy!
See you soon!

Etno-Vegan: Spaghetti di Soia



Cucinare è per me una grande passione ma non sono molto specializzata nella cucina etnica. Mi mancano infatti le nozioni di base che caratterizzano le varie cucine del mondo: sono ancora una cuoca alle prime armi e ho ancora molto da studiare.
Una delle prime cucine "etniche" con cui sono entrata in contatto qui in Italia è stata la cucina cinese. Non conosco come è veramente la cucina in Cina ma devo ammettere che quello che si trova nei ristoranti cinesi qui da noi mi piace tantissimo. Ricreare gli stessi sapori a casa è abbastanza facile e, nel caso di questo piatto, è anche una preparazione molto veloce.

Negli ultimi anni preparo sempre più spesso gli spaghetti di soia per cercare di arricchire la mia "dieta" di proteine vegetali diminuendo le proteine e i grassi animali che abbondano nella cucina tradizionale di casa mia. Inoltre solo ora, dopo l'esperienza di IMBB #19, mi sono resa conto che questo piatto è 100% Vegan!


Spaghetti di soia alle verdure
x 4 persone
Per il condimento:
Spaghetti di soia q.b.
100g Piselli
2 Zucchine
3 Carote
Salsa di Soia
Olio di Semi (io uso quello di arachidi)


Lavare le zucchine, tagliare gli estremi e affettarle molto sottilmente in pezzetti lunghi circa 5 cm. Fare lo stesso con le carote.
Portare ad ebollizione un pentola di acqua lievemente salata.
Immergervi i piselli e cuocerli fino a quando sono morbidi. Toglierli dall'acuqa utilizzando in una schiumarola e metterli a perdere l'acqua in uno scolapasta.
Fare riprendere il bollore all'acqua e immergervi le fettine di carota. Cuocerle fino a quando si ammorbidiscono e poi toglierle dall'acqua con una schiumarola
Fare bollire nuovamente l'acqua, immergere gli spaghetti di soia, spegnere il fuoco, copreire la pentola con il coperchio e lasciare riposare per 10 minuti.
Nel frattempo scaldare un po' d'olio in una padella (o in un wok) con uno spicchio d'aglio, quando è caldo aggiungere le fettine di zucchina e cuocerle a fiamma vivace. Quando iniziano ad ammorbidirsi aggiungere le carote. Continuare a cuocere a fiamma vivace. Aggiungere poi i piselli.
Trascorsi i 10 minuti mescolare gli spaghetti di soia con una forchetta, toglierli dall'acqua e aggiungerli alle verdure. Condire con abbondante salsa di soia, saltare la pasta per farla insaporire e servire.

Nota: la quantità di spaghetti di soia non riesco mai a calcolarla per cui ne cucino "un tot" a caso. Recentemente però ho scoperto l'esistenza di pacchetti in cui gli spaghetti sono già porzionati. La comodità è notevole: basta cuocere un fascio di spaghetti a testa.


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28.9.05

La Spagna - La Galizia e i Pazos

Lungo la strada per Santiago abbiamo avuto la fortuna di soggiornare in un Pazo.
I Pazos galiziani offrono alloggi in residenze d'epoca come grandi case di campagna, castelli o monasteri.



Il Pazo di Andeade si trova immerso nella campagna ad una ventina di chilometri da Santiago de Compostela. E' una splendida casa in pietra con annesse altre stutture tra cui una chiesetta e l'edificio in cui sono state ricavate le stanze.


La casa è circondata da uno splendido parco curato giornalmente dai proprietari.
Presso il pazo è possibile anche cenare, opzione che decidiamo di sfruttare considerata la bellezza del posto e la gentilezza dei proprietari.
La cena viene servita in una piccola sala con 5 tavoli e arredata con mobili antichi. L'impressione è quella di essere catapultati indietro nel tempo di circa due secoli.


Il menu che ci viene proposto è quello della casa. E' un menu molto semplice ed è concorde con l'ambientazione rustica e campagnola.
Il pasto è così composto: una minestra in brodo gradevole, un superbo pollo arrosto accompagnato da cubetti di patata e peperoni arrosto, semifreddo al torroncino con cioccolato e per finire i liquori della casa. Ci sono due liquori alla mela (uno alla mela verde e uno alla mela matura) e un liquore delizioso alla nocciola... non ho resistito e di questo me ne sono bevuta due bicchierini.

Dopo cena si può guardare la televisione, chiaccherare o leggere in una bella sala a disposizione degli ospiti.


La mattina successiva, memore della cena della sera precedente, mi immaginavo che la colazione sarebbe stata molto semplice.
Invece mi sono dovuta ricredere.
La colazione è iniziata con una ciotolina di frutta mista tagliata a cubetti piccolissimi accompagnata da una spremuta di arancia. Ci è stato poi servito un tramezzino sormontato da uova strapazzate e insaporite con erba cipollina.
A seguire pane fresco e un vassoio con lomo, cioè lonza di maiale stagionata, formaggio mobido e un cubetto gelatinoso che ho riconosciuto subito: si tratta di cotognata e oltretutto fatta in casa!
Per finire: marmellate a scelta e una fetta di torta semplice molto simile ad un pan di spagna come consistenza.

Lasciamo a malincuore il pazo di Andeade dopo avere sistemato le dovute formalità (il conto è di 98 euro + 10 euro che avevamo spedito come caparra) e ci incamminiamo verso la meta principale del notro viaggio: Santiago!

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27.9.05

La Spagna - Part IV

Siamo un po' in ritardo sui tempi che avevamo programmato e così Leòn la visitiamo un po' di corsa. Siamo anche un po' stanchi e così non vediamo l'ora di raggiungere la casa in cui passeremo la notte.
Ci allontaniamo dal tracciato del Cammino di Santiago e ci addentriamo nella Maragateria. Questa zona è molto brulla e battuta da un vento forte e implacabile. I paesi appaiono quasi deserti ma sono molto pittoreschi poiché le case sono tutte in pietra.
Finalmente vediamo le indicazioni per Camarga, voltiamo nella stretta stradina e ci troviamo di fronte ad una porta che nasconde completamente la casa.



La porta la potrei paragonare al coperchio di una brutta e vecchia cassa del tesoro.
Aprendola, infatti, ci siamo trovati all'ingresso di uno spelndido patio dove domina la pietra addolcita da porte in legno azzurro e finestre bordate di bianco. Le case della maragateria assomigliano alle case nord-africane che si sviluppano attorno ad un patio/giardino interno e che è anche il cuore della vita della casa.


La padrona di casa si chama Margarita ed è gentilissima. Affascinati dalla bellezza di Camarga decidiamo di riposarci e di assaggiare la cucina di Margarita rimandando al giorno successivo la visita ad Astorga.
La sala da pranzo è accogliente e Marga è una ottima padrona di casa: ci spiega uno per uno i piatti presenti nel menu per facilitarci la scelta. Il menu mescola piatti tipici della zona a piatti e ingredienti rubati ad altre culture: sono presenti il curry, l'uvetta e i pinoli nei piatti salati, la pasta phillo che forse sono eredità del passato oppure frutto della passione di Marga per la cucina. Noi optiamo per un menu composto da antipasto, piatto principale e dolce dal costo di 17 euro a testa bevande escluse.


La cena inizia con una assaggio di gazpacho in graziose tazzine di coccio.
Come entradas abbiamo scelto du piatti tipici della zona.

Callos, cioè trippa, con ceci, chorizo e morcilla: davvero buonissimo anche per me che non apprezzo per niente il sapore della trippa.

Fagottini di pasta phillo con morcilla sbriciolata, pinoli e uvetta serviti con una insalatina fresca: buoni ed azzeccato l'accostamento tra frutta secca e morcilla. La morcilla infatti è dolciastra poichè è una salsiccia fatta con sangue di maiale.

I piatti forti della sarata ci vengono serviti in due bellissime taijne: coniglio al pesto di aglio e guancia di maiale brasata con Pedro Ximénez. Talmente buoni che non ho fatto in tempo a fotografarli.
Come dolce una torta di formaggio lontana parente del cheesecake anglosassone servita con marmellata di fragole.
Anche la colazione è deliziosa: cafè con leche, pane tostato e 3 tipi diversi di marmellata servite in una graziosa triplice taijna.


Il soggiorno a Camarga grazie alla bellezza del luogo, alla cortesia e alla bravura in cucina di Marga è stato uno dei più piacevoli in Spagna tanto che cercheremo di ritornarci.

Tappa successiva della visita è Astorga, cittadina molto turistica con una bella cattedrale e il palazzo episcopale, ora sede del museo del Camino di Santiago, costruito su progetto di Gaudì.
Le vie principali della città sono piene di negozi per turisti ed invogliano a comprare il dolce più tipico di Astorta: le mantecadas.


Sono soffici tortine al burro abbastanza buone ma molto semplici. Personalmente alle mantecadas io preferisco i Mantecados alla cannella: deliziosi biscottini burrosissimi e friabilissimi. Per par condicio deciso di portarmi a casa entrambi i dolci: i sapori della Spagna potranno così durare un po' più a lungo della breve vacanza.

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26.9.05

IMBB 19: Eat Vegan


This month IMBB is hosted by Becks & Posh. Sam has launched a very difficult theme for me: make something Vegan for someone who will say "I Can't Belive I Ate Vegan!" at the end of the meal.

I could say with any doubt that I'm not vegan. I love meat: tagliatelle al ragù, roast chicken, braised meat with polenta, fried eggs... I love cheese: Stilton, pecorino, brie, mozzarella...
Before this blog event I haven't ever thought about my "secret" vegan life. While I was wandering about the recipes for a vegan meal I realized that, sometimes, I really eat vegan. It's more frequent during summer because there is a great variety of vegetables. In winter, due to cold weather, I follow my animal instinct and I usually cook more caloric and fat meal with meat, cheese and eggs.
The most difficult vegan dish to realize has been the dessert. For me a dessert is usually a cake or is custard based or use puff pastry. The olnly vegan dessert that comes to my mind was a fruit salad with soy ice cream but i don't like it and my mother is allergic to it.

After a lot of day spent thinking about vegan recipe this was the menu of saturday lunch:

Pinzimonio (Raw Vegetables with salt and olive oil)


Pomodori ripieni di riso con patate (Tomatoes stuffed with rice and Potatoes)


Calzone alle mele (Pizza dough filled with apples)



Pinzimonio is just vegetables (carrots, fennels, cherry tomatoes...) served with individual bowls of salt and olive oil. For the presentation I used a big wine bowl filled with yellow and white polenta.



Tomatoes stuffed with rice and Potatoes
This recipe doesn't come from my grandparents, I've seen it on some Italian Forum. In particolar this one is taken from Gennarino. I've changed a little the method of preparation but it is very similar.
Quantities are not very precise because they depends on personal preferences. The only rule is to use 1 Tsp of rice for each tomato and the rice must NOT be parboiled. I've used carnaroli rice.

2 tomatoes for each person
1 table spoon of rice for each tomato
2 cloves garlig
basil leaves (a lot, for 8 tomatoes I used 15-20 big leaves)
1 Tspoon miced parsley (or the equivalent fresh)
1 tsp olive oil for each tomato
salt
Potatoes: 1 for each person or more if you like


Cut the top of the tomatoes and set aside: they will be used as lid.
Carve out the center of each tomato to obtain "tomato bowls". Put the center and the juice of the tomatoes in the food processor. Put inside it also the garlic, the basil leaves, the parsley. Grind everything adding olive oil and salt. The result will be very liquid. Put the tomato mix in a bowl, add the rice and mix well. Cover with plastic paper and let it rest in the fridge for at least 1 hour.
Peel the potatoes, cut them in slice and, in a bowl, season them with olive oil, salt and rosemary.
After 1 our the rice will have absorbed a lot of tomatoes liquid.
Prehat oven at 200°C. Salt each tomato, stuff with the rice and a little of liquid, cover with the tomato lid and set them in a roasting pan. Set the potatoes beween the tomatoes.

Cover with foil and cook 30 min. Remove the foil, check if the potatoes are quite tender. If so cook withot the foil until the potatoes became light brown. Oterwhise cover the pan with foil and cook until the potatoes are tender.



Calzone alle mele
For each person put an half apple sliced on a disk (15 cm of diameter) of pizza dough.
Add 1 Tsp of brown sugar and a big pinch of cinnamon.
Close the dough like "half moon" and bake at 200°C until the dough is light brown.
Next time I've to put more apple slices inside the "calzone"!!!


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23.9.05

Copycat: Nanaimo Bars



Leggo spesso il Blog The Domestic Goddness che mi piace molto anche per la veste grafica. Un po' di tempo fa è apparso un post sulla, per me misteriosa, "custard powder". Io abitualmente non uso preparati di questo genere ma, quando mi sono trovata davanti al barattolino della Bird's, non ho potuto fare a meno di acquistarlo.

Ora è venuto il momento di utilizzare la custard powder e ho deciso di mettere alla prova la ricetta suggerita nel post: le Nanaimo Bars.
Devo dire che sono molto buone e in casa hanno soppiantato qualsiasi altro dolce al cioccolato. Le ho anche proposte ad una festa di compleanno e sono andate a ruba.
Qui mi limito a tradurre la ricetta con le quantità adattate alle misure italiane. Nel caso riusciate a trovare la custard powder vi consiglio di provarle! In alternativa si potrebbe usare una crema pasticcera alla vaniglia molto soda oppure una crema al burro aromatizzata alla vaniglia.


Nanaimo Bars
Base:
150g burro molto morbido
200g zucchero
100g zucchero di canna
130g farina
50g di cacao amaro in polvere
3 uova
1 cucchiaio di liquore al caffè
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 cucchiaino di lievito vanigliato
1 pizzico di sale


Preriscaldare il forno a 170° C, ricoprire una tortiera 30x25 (circa) con cartaforno.
Con le fruste elettriche mescolare il burro, i due tipi di zucchero, la vaniglia e il liquore fino a quando il composto è chiaro e spumoso. Aggiungere le uova, una alla volta, sempre mescolando con le fruste elettriche. Setacciare insieme la farina, il cacao, il lievito e il sale e aggiungerlo delicatamente al composto di burro mescolando con un cucchiaio di legno.
Versare il composto nella tortiera e cuocere per 40-45 minuti. Lasciare raffreddare completamente il dolce nella teglia.

Crema:
200g zucchero a velo
70g custard powder
30g burro morbido
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
2 cucchiai di latte minimo


In una ciotola mescolare con un cucchiaio lo zucchero a velo, la custard powder, il latte e la vaniglia. Aggiungere altro latte fino ad ottenere una crema molto soda.
Spalmare la crema sulla base al cioccolato, livellarla e mettere la torta in frigorifero.

Copertura:
100g cioccolato amaro
20g burro

Fondere a bagnomaria (o nel microonde) il cioccolato con il burro. Farlo raffreddare per 10 minuti quindi spalmarlo uniformemente sulla crema.

Lasciare il dolce in frigorifero fino al momento di servirlo quindi tagliarlo in rettangolini.


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22.9.05

Delusione...

Settembre si è rivelato un mese molto impegnativo: la ripresa di tutte le attività dopo le ferie non mi lascia tempo libero. Ieri invece era una serata fortunata: non avevo nessun impegno ed ero libera di decidere cosa fare.
Da questo link apprendo che è il periodo di un evento quasi imperdibile e così, senza telefonare, mi metto in marcia verso Madonna Boschi.



Madonna Boschi è un piccolissimo paese a pochi chilometri da Ferrara e, come recita il cartello, è la patria della Salama da Sugo, prodotto tipicissimo di tutta la provincia ferrarese.
La salamina, questo è il nome affettuoso usato di solito, è un parente stretto del cotechino ma è molto più saporita. Ciò che rende particolare la salamina è la sua consistenza poichè, una volta cotta, il contenuto si raccoglie con un cucchiaio proprio come se fosse un ragù, cioè un "sugo". Questo sugo si sposa benissimo con un ottimo purè di patate.
Particolare è anche il metodo di cottura della salamina che deve essere appesa ad un cucchiaio posto sopra una pentola di acqua affinché la salama sia immersa ma non tocchi le pareti o il fondo del tegame.
Unica controindicazione della salamina sono le calorie e la ricchezza di grassi. I racconti di notti insonni dovute alla difficile digestione della salama sono diffusissimi!



Purtroppo per me, una volta arrivata a Madonna Boschi e avere trovato il paesino agghindato a festa, ho avuto una grandissima delusione: la festa era chiusa! Infatti, nonostante sul sito fosse indicato un periodo di 15 giorni, la festa è aperta solo da giovedì a domenica.
I prossimi giorni non avrò tempo... dovrò rimandare all'anno prossimo l'incontro con la Salama da Sugo.

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21.9.05

La Spagna - Part III

La notte la passiamo a Frómista . Abbiamo prenotato una camera presso il CTR San Telmo che si trova in una stetta stradina nel centro del paese.
La cittadina si è sviluppata lungo la strada principale e, a dire il vero, non è molto estesa ma, essendo una tappa del Camino di Santiago, ha ben 3 chiese. La più antica è la chiesa di San Martín: grande pulizia di linee e nessun rimaneggiamento barocco (per fortuna).




Subito prima che chiuda entriamo in una porticina che reca l'indicazione "Quesos": abbiamo fame e un pezzettino di formaggio è ideale come antipasto. L'interno del locale è una sorpresa: molto spazioso, colori caldi e un bel banco che espone formaggi di diverso tipo e stagionatura. Scegliamo un formaggio vaccino a media stagionatura e rimpiangiamo l'impossibilità di accompagnarlo ad un bicchiere di vino visto che i proprietari stanno spegnendo le luci interne.
La cena non è memorabile: insalatona, uova con prosciutto e patatine fritte, birra.
La notte al Sant'Elmo passa tranquillamente: la stanza è spaziosa, confortevole e funzionale.
Al risveglio decidiamo di fare colazione nella panetteria/caffeteria all'angolo della strada in cui si trova il CTR.
L'interno è ampio e luminoso, entrando si incontra prima il banco della pasticceria, poi quello del pane e dei dolci da forno poi, nell'angolo, il bancone del bar.
Ordiniamo due café con leche, una pasta con la crema e un invitante anello di pasta sfoglia per me. Al primo taglio scopro che la pasta è ripena, il problema è che non riesco a capire di cosa è piena.


L'aspetto del ripieno è di una marmellata giallina e filamentosa. Chiedo alla commessa di cosa si tratta ma lei non è in vena di parlare e risponde: "se llama cabellos de angel, parece mermelada pero no es".
Dalla panetteria usciamo così con la pancia piena, un dubbio da risolvere e una pagnotta bellissima.


Rimarrò col dubbio sulla composizione di quella strana marmellata fino al ritorno in Italia. Qui "santo Google" risponde alla domanda e colma la mia ignoranza:

>> la polpa di un tipo di zucca, la Cucurbita ficifoli, o melanosperma, che cresce allo stato spontaneo nell'Asia orientale, ma sembra che la sua patria sia il Messico, dove viveva prima della scoperta di quelle terre ed era conosciuta con il nome di tzilicayotli, in cottura si disaggrega e i filamenti appaiono come capelli d'angelo, che si condiscono come gli spaghetti, da qui il nome di Zucca spaghetti. << (tratto da questa pagina)

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20.9.05

Apple Torta

Ho un fratello. A questa frase ogni tanto aggiungo "...purtroppo" oppure molto più spesso "...per fortuna", come tutti penso.
Lui rimane sempre il più piccolo anche se ormai mi supera in altezza di 10 cm buoni.

Ma anche i piccoli invecchiano :o) , o meglio, crescono. Crescendo, mio fratello, ha sviluppato una amore quasi folle per i computer e in particolare per gli Apple.
Ho voluto così celebrare la passione di mio fratello e preparargli una sorpresa per il suo compleanno: una Apple torta!
Eccola:



Sì, lo so, non è una meraviglia. Questo è il mio primo approccio alle torte decorate (che non amo particolarmente) ma mio fratello è stato molto contento e l'ha trovata anche buona visto che se ne è mangiato ben 2 pezzi!
La torta è costituita da un simil pan di spagna con lievito e 2 strati di crema pasticcera al cocco, panna montata e briciole di amaretti. La pasta è stata imbevuta con latte e rum e ricoperta con glassa azzurra e panna montata


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19.9.05

La Spagna - Part II



Burgos si trova in Castilla y León ed è una tappa fondamentale del Cammino si Santiago e in questo periodo è strapiena di pellegrini che si fermano per ammirare la bellezza della sua cattedrale. I pellegrini possono anche riposarsi all'ombra dei numerosi spazi verdi che la città offre e hanno una vasta scelta di locali in cui rifocillarsi.

Il centro della citta è per la maggior parte zona pedonale e, nelle strade e nelle piazze, ci sono numerosissimi bar e ristorantini con menu multilingue appositamente studiati per i prellegrini.
Verso le 13 si pone anche per noi il problema pranzo. Decidiamo di non mangiare a ristorante per non appesantirci troppo e per non dedicare troppo tempo al pranzo a scapito della visita ai monumenti. Partiamo così alla ricerca di un bar.
Il centro è davvero strapieno di turisti e così, passando sotto l'arco di Santa Maria, cerchiamo di mescolarci agli abitanti della città.
Fuori dal centro pedonale il panorama cambia un po': l'aspetto delle case è molto più trascurato e ci sono meno bar e ristoranti ma incontriamo quasi subito un bar che ci ispira.
L'aspetto del locale è rassicurante: all'interno vi sono alcune persone sedute al bancone che bevono un bicchiere di tinto (vino rosso) e mangiucchiano razioni di gamberetti al vapore.
I bar spagnoli però presentano una differenza fondamentale con i bar italiani ed è necessario tenerla in considerazione altrimenti si richia di non entrare mai in un bar.
A prima vista i bar potrebbero sembrare trascurati e sciatti poichè ai piedi del bancone c'è ogni sorta di "reperto": mozziconi di sigaretta, lische di sardine fritte offerte insieme all'aperitivo, tovagliolini accartocciati e così via. Questo però non ha niente a che fare con l'igene che i baristi, anche dei locali apperentemente più trascurati, mantengono sopra il bancone (visto che tutto è conservato a regola d'arte) e nelle toilette che fanno "invidia" a quelle dei bar italiani.
Bhè... dopo questa riflessione entriamo nel bar, osserviamo nei conserva-vivande quello che viene offerto dalla cucina e ordiniamo senza esitazione: una tortilla paesana, una tortilla classica di patate, 2 coca-cola e 2 caffè...


Le tortilla, a temperatura ambiente, sono squisite e il conto è più che soddisfacente: 6 euro.

SHF 12: The Round Up is Here!

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Friday the 16th was the day of this month Sugar High Friday food blogging event.
Elise of Simply Recipe has already posted the Round Up of the event: 70 sweet entries from 18 countries in the world.

Thanks Elise for all the efforts you have done!

16.9.05

SHF 12: Pear Pie with Vanilla Cream



(Testo in Italiano in fondo)

The theme of this month Sugar High Friday is "Cooking up Custard". Announcing this event Elise of Simply Recipes has given the definition of Custard:

>> According to the Food Glossary, "Custard is a thick, rich, sweet mixture made by gently cooking together egg yolks, sugar, milk or cream, and sometimes other flavorings. It is enjoyed on its own or is used to make other sweet and savory dishes." <<

I don't know if my recipe will be accepted for this event because is my Vanilla Cream the eggs aren't cooked on the fire but are cooked by the hot milk misture. I let Elise decide.

I really didn't know which kind of dessert I would like to eat this friday. Dessert are good but I know that eating a lot of sweet things could be dangerous.
To be really good a dessert has to be fat (for example without butter a pie crust will not be flaky... without heavy cream a "panna cotta" will not be dense and rich...). So I've decided that, for this month, the goal should be a dessert with a good taste but with less fat as possible.


Pear Pie with Vanilla Cream

For the pie shell:
350 g all purpose flour
70g Olive Oil
150 ml Cold Water
1 pinch Salt


For the Filling:

7 Pears
3 Tsp White Sugar
1 Tsp Brown Sugar
2 slices White Bread (Pan Carrè ) without crust
2 or 3 Tsp of Maraschino liqueur (sweet liqueur from sour-cherries)


For the Vanilla Cream:

400ml Milk
50g White Sugar
2 Tsp Potato Starch
1 Vanilla Bean
2 Egg Yolks

The Pie...
Peel 3 pears, cut them in cubes. Put the pears and the white sugar in a casserole. Cook at low heat to obtain a pear jam. Let the jam cool.
In a bowl mix the ingredients for the dough, add water gradually to obtain a soft dough. Make a ball, wrap it in foil and let the dough rest in fridge for 30 minutes.
Take the dough and split it into 3 balls. With each ball obtain a very thick disk. Put the first in a pie mould, brush it with oil, put over the second dough disk and brush it with oil and then put the third disk. Crumble the bread and place it on the dough.



Dilute the pears jam with the liqueur and put the mixture on the bread crumbs.
Peel the other pears and cut them in regolar slices (0,5 cm thick) and put on the marmelade.
Spread the brown sugar over the pears.
Preheat oven at 150-170°C and bake the tart for 35-40 min and after let it cool down in the mold.

The Vanilla Cream...
Put milk, sugar, the seed of the vanilla bean and the vanilla bean cut in two in a pot and heat the mixture until it boils.
Dilute the potato starch with 1 or 2 Tsp of water and add it to the boiling milk wisking costantly. Let the mixture boil for 2 minutes then switch off the fire.
In a stainless steel bowl mix egg yolks with an elecrtic mixer and add gradually the hot mixture while mixing. Let the vanilla cream cool down.
Serve a slice of tart with a small cup of cream.


Advice:
The crust is without butter so it is a little bit hard but the taste of the cake is very good: you will need a knife!
You could brush the surface of the tart with melted honey to give it a little of brightness. I had leftover dough even if I used a 26cm-diameter mould.




Il tema di questo mese per levento Sugar High Friday, ospitato da Elise di Simply Recipe, è "Cooking up Custard".
Pensando a cosa realizzare per questo evento mi sono posta l'obbiettivo di ottenere un dolce gradevole ma con un basso contenuto di grassi "dannosi". I doci, molto spesso, per essere molto buoni richiedono dosi elevate di grassi: ...come può essere firiabile una pasta frolla senza burro? ...come può essere densa e ricca una panna cotta senza panna?
Non so però se questa ricetta potrà partecipare a questo evento poiché la crema alla vaniglia potrebbe non rispettare la definizione di "Custard" che è stata fornita quando l'evento è stato annunciato.




Pear Pie with Vanilla Cream
(Crostata di Pere con Crema alla Vaniglia)

Per la pasta:
350g di Farina
70g di Olio d'oliva
150 ml di Acqua fredda
1 pizzico di Sale


Per il ripieno:
7 Pere Williams
3 cucchiai di Zucchero
1 cucchiaio di Zucchero di Canna
2 fette di Pan Carrè senza crosta
2 o 3 cucchiai di Maraschino


Per la Crema alla Vaniglia:
400ml di Latte
50g di Zucchero
2 cucchiai di Fecola di Patate
1 stecca di vaniglia
2 tuorli d'uovo


La crostata...
Sbucciare3 pere e tagliarle a cubetti, metterli in un tegame con lo zucchero bianco. Cuocere a fuoco basso fino ad ottenere la consistenza di una marmellata.
Lavorare insieme tutti gli ingredienti della pasta aggiungendo l'acqua un po' alla volta fino ad ottenere una pasta morbida. Lasciare riposare l'impasto in frigo, avvolto in un foglio di alluminio, per 30 minuti.
Estrarre la pasta dal frigorifero e dividerla in 3 palline. Stendere le palline fino ad ottenere dei dischi molto sottili e dello stesso diametro. Mettere il primo disco in uno stampo a bordi svasati e pennellarlo di olio. Appoggiarvi sopra il secondo disco e pennellare anche questo con olio. Terminare appoggiando il terzo disco.
Sbriciolare il pane e disporlo sulla pasta. Diluire la marmellata di pere con il liquore e spalmarla sulle briciole di pane.
Sbucciare le rimanenti pere, tagliarle in fette regolari (1/2 cm di spessore), disporle sulla torta e spolverarle con lo zucchero di canna.
Pre-riscaldare il forno a 150-170°C; cuocere la torta per 35-40 minuti, estrarla dal forno e lasciarla raffreddare nello stampo.

La crema alla vaniglia...
In in tegamino mettere il latte, lo zucchero, i semi e la stecca di vaniglia tagliata in 2 parti e portare ad ebollizione. Diluire la fecola in uno o 2 cucchiai di acqua ed aggiungerla al latte rimescolando in continuazione. Lasciare cuocere per 2 minuti.
In una ciotola di acciaio frullare le uova con una frusta elettrica e aggiungere gradualmente il latte bollente. Lasciare raffreddare la crema.

Servire una fetta di crostata accompagnata da una tazzina di crema.


Note:
La pasta, essendo senza burro, risulterà un po' dura ma il sapore complessivo è buono: serve solo un coltello per tagliarla!
Per lucidare la torta si possono pennellare le pere con un po' di miele reso fluido col calore.
La quantità di pasta è un po' eccessiva per questa torta, lo stampo utilizzato per questa prova ha 26cm di diametro.

14.9.05

La Spagna - Part I

La prima tappa turistica del giro in Spagna prevede la visita ai monesteri di Yuso e di Suso a San Millan de la Cogolla.
Via internet non avevo trovato una alloggio in prossimità dei monasteri e così passeremo la notte a Nájera.

Nájera "la rossa" ha il centro storico addossato ad una parete di roccia e terra dal colore davvero caratteristico e sgargiante anche sotto il cielo piovigginoso. Oltre il fiume invece si estende la parte più nuova della citta.
La città si trova lungo il percorso del Cammino di Santiago per cui, in questo periodo, ci sono tantissimi "peregrinos" che popolano le vie del centro e gli ostelli.
Noi dormiamo un un piccolissimo albergo completamente rinnovato nel centro storico e a pochi passi dal monumento più importante della città: il monastero di Santa María La Real.
Dopo esserci sistemati abbiamo un problema da risolvere: la cena.
Mangiare, per me, non è una semplice assunzione di componenti necessari alla mia sopravvivenza ma è qualcosa di più complicato. Quando mi trovo all'estero mangiare vuol dire cercare di assaggiare tutto quello che non conosco e che è il più possibile tipico cercando, se possibile, di evitare le fregature, cioè il locali per turisti. Inoltre, da brava turista fai-da-te non mi affido alle guide gastronomiche.
Iniziamo così un giro per le vie di Nájera alla caccia di un locale che ci ispiri fiducia.
Soprendentemente le vie principali sono molto ben tenute rispetto ai palazzi decadenti che si incontrano facilmente in altre strade. L'offerta di ristoranti è alta e noi veniamo attirati dall'insegna invitante di una "asador".


Il locale è piccolo e strapieno di clienti, su un lato della sala, in posizione rialzata, c'è il barbeque utilizzato per cuocere la carne. Una volta seduti scopriamo che il ristorante, oltre alla carta che viene fornita su richiesta, propone il "menu del pellegrino". Essendo Nájera una tappa per i pellegrini i ristoranti della città (e quelle di tutte le altre tappe) forniscono loro delle agevolazioni proponendo i "menu del pellegrino": un pasto con antipasto e piatto principale a 7-8 euro bevande escluse.
Anche noi ordiniamo scegliendo tra i piatti proposti dal menu: una porzione di patatas alla riojana, 2 porzioni di costolette di agnello ai ferri, acqua e 1 birra (che poi diventeranno 3)
Le patatas alla riojana si riveleranno essere uno dei piatti più buoni assaggiati durante il viaggio. Il piatto consiste un una zuppa di patate e chorizo aromatizzata, probabilmente, da nepitella (ma mi potrei sbagliare).


Davvero buona e piacevole anche in una serata estiva. La carne che ci viene servita dopo è cotta alla perfezione.
Usciamo così molto soddisfatti della nostra cena e tutt'ora siamo sorpresi del conto: 13 euro in tutto.

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13.9.05

Cosa vuol dire viaggiare?

Viaggiare è indubbiamente una cosa che mi piace molto. Se fossi miliardaria lavorerei una settimana al mese per non arrugginire il cervello e il resto del tempo lo passerei in giro a curiosare per il mondo.
Ma cosa vuol dire, per me, viaggiare? quale significato attribuisco io alla parola "viaggio"?

Sono convinta che ognuno abbia la sua personalissima idea sui viaggi: ad alcuni piace andare a passeggiare in montagna, ad altri piace oziare in mari tropicali o al contrario sfidare la "fortuna" e andare dove nessun altro turista oserebbe mai andare.
Per me la parola viaggio racchiude vari significati.
Inannzitutto al viaggio è inevitabilmente associata la parola "vacanza" dato che posso viaggiare solo nel tempo libero che mi lascia il lavoro. Visto che le vacanze sono un evento raro io preferisco i viaggi "comodi", per cui scelgo sempre alberghi confortevoli, ma non sopporto gli sprechi, per cui sto alla larga dagli hotel con tante stelle.
Viaggiare vuol dire poi "vedere". Quando viaggio cerco di vedere più cose possibili e anche quando sono stanca morta la voglia di vedere qualcosa mi fornisce energie quasi infinite.
Nel viaggio c'è anche la parte organizzativa: pianificare le tappe, studiare il territorio e i monumenti/chiese/castelli... imperdibili è una attività che faccio con passione. Il mio sogno però sarebbe quello di avere un amico che abita in ogni posto che voglio visitare, perchè come turisti, molto spesso, non si riesce a cogliere pienamente la bellezza di un luogo.
Nel viaggio poi c'è una componente fondamentale e per me più importante: la cucina del luogo.
Io non posso visitare un posto e non mangiare quello che è tipico per quella zona, mi sembrerebbe di aver fatto un viaggio a metà. Purtoppo questo ha effetti negativi, ad es. quando sono stata negli USA sono ingrassata di ben 5 kg!!!

Quest'anno, dopo una piccola pausa, sono tornata in viaggio. La zona che ho esplorato è stata la Spagna del Nord ovest seguendo il Cammino di Santiago: volo Ciampino-Santander e da lì in macchina verso Santiago de Compostela.

Il viaggio, gastronomicamente parlando, è iniziato con un pranzo di emergenza alle 16:30 in un Autogrill: panino con tortilla e CocaCola. Accettabile ma sapevo che il viaggio mi avrebbe riservato pietanze ben più golose.



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12.9.05

PeanutButter Cookies


(English version below)
Gli acquisti di qualche giorno fa iniziano a dare i primi frutti.

Il burro di noccioline è un ingrediente che trovo difficile da utilizzare: lo mangerei a chili spalmato semplicemente sul pane ma non so come usarlo per cucinare. Per fortuna internet è una miniera di informazioni e anche di ricette. Dal sito epicurious.com ho preso spunto per realizzare questi biscotti.
Il risultato è un biscotto un po' morbido, dall'intenso profumo di noccioline ed è molto piacevole da mangiare inzuppato nel latte.


Biscotti con burro di noccioline e cioccolata


150g di Farina
40g di Fiocchi di Avena
250g di Burro di Noccioline
100g di Burro molto morbido
100g di Zucchero di Canna
90g di Miele
40g di Cioccolato al Latte
1 Uovo grande
1 cucchiaino e 1/2 di Lievito per Dolci
1 cucchiaino di Estratto di Vaniglia
1 pizzico di Sale

In una ciotola mescolare la farina, l'avena, il lievito ed il sale.
In un'altra ciotola, usando le fruste elettriche, mescolare molto bene il burro di noccioline, lo zucchero, il burro, il miele, l'uovo e la vaniglia. Aggiungere poi il mix di farina agli ingredienti umidi e per ultimo il cioccolato tritato. Coprire la ciotola e metterla in frigorifero per almeno 30 min.
Trascorso questo tempo ricoprire una teglia con cartaforno e, usando le mani, fare delle palline di impasto del diametro di 3 cm. e disporle sulla teglia ben distanziate.
Cuocere in forno pre-riscaldato a 150°C fono a quando la sommità inizia ad essere dorata e i biscotti sono ancora morbidi. Con una spatola rimuovere i biscotti dalla cartaforno e lasciarli raffreddare su una griglia. Tra una infornata e l'altra conservare l'impasto in frigorifero per evitarne il surriscaldamento.





PeanutButter and Chocolate Cookies
150g all purpose Flour
40g old-fashoned Oats
250g Peanut Butter
100g Butter at room temperature
100g golden brown Sugar
90g Honey
40g Milk Chocolate
1 large Egg
1 1/2 teaspoon vanilla baking powder
1 teaspoon Vanilla Extract
1 pinch Salt

In a bowl mix: flour, oats, baking pwder and salt. In another bowl beat peanut butter, sugar, butter, honey, egg and vanilla using an electric mixer.
Add dry ingredients to the peanut butter mixture and after add the chocolate. Cover and refrigerate for 30 minutes.
Preheat oven at 150°C, cover with parcement paper a large baking sheet. With hands roll 1 tablespoon of dough into a 3cm-diameter ball. Place cookies on the baking sheet. Bake cookies until the top is light brown and they are very soft to touch.
Remove cookies from baking sheet and let them cool on a rack.


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9.9.05

Traguardi...


La vita di ogni persona è piena di traguardi che vengono raggiunti e sorpassati: i primi passi, la scuola, la maturità, la laurea, il matrimonio... Ci sono anche traguardi "annuali" che per alcuni possono essere anche traumatici: i compleanni.
Quella della foto è chiaramente una torta di compleanno e, tra le candeline alte, luminose e (purtroppo) sonore si può notare un numero di cera.
C'è scritto: 90 !!!

Questo sì che è un bel traguardo da raggiungere e la mia nonna ci è arrivata con entusiasmo e con ancora tantissima voglia di vivere... e anche di mangiare!
Prima della sua festa mi aveva detto: "Cosa mi fai di dolce? io vorrei anche solo un dolce ma che sia buono!"
Così le ho fatto questa semplice torta di frutta.
La base è un pan di spagna classico che ho bagnato abbondantemente con un mix formato da: fragole schiacciate con zucchero e limone, rhum e succo di ananas. La copertura di frutta mista e gelatina nasconde uno strato di crema pasticcera.

7.9.05

Conserva di Zucchine


In questa fine estate, nel mondo dei blog, sto assistendo incuriosita alla sfida all'ultima zucchina tra il Cavoletto e la cuoca Petula.
Le zucchine sono una delle mie "verdure" preferite perchè sono molto delicate e versatili: possono essere ripiene e costituire quasi un piatto unico, possono condire la pasta, si possono mangiare crude oppure fritte...

La cosa sorprendente è che possono essere anche andare a far parte di un dolce oppure essere un dolce loro stesse e trasformarsi in una marmellata.
Questa confettura è ottima spalmata sul pane ma si presta molto bene a diventare il ripieno di una crostata o di una raviola di pasta frolla.


Confettura di Zucchine


1 kg di zucchine
650g di zucchero
1 limone
1 stecca di vaniglia

Tagliare le zucchine a pezzetti e disporle nel tegame. Irrorarle con il succo del limone e cospargerle con la buccia grattugiata e 400g di zucchero. Aggiungere poi la parte interna, cioè i semi, della stecca di vaniglia.

Mescolare e lasciare riposare per 1 ora.
Mettere il tegame sul fuoco e portare velocemente il preparato ad ebollizione. Abbassare la fiamma e lasciare cuocere le zucchine fino a quando saranno tenere.
Passare quindi il composto al passaverdure, rimettere la purea nel tegame e aggiungere lo zucchero rimanente.
Continuare la cottura fino a quando il composto raggiungerà la consistenza di una marmellata. Invasare a caldo, chiudere bene i barattoli e lasciarli raffreddare capovolti per creare il sottovuoto.


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6.9.05

Brownie Bottomed Cheesecake


I've already posted this recipe on my website in Italian. Now I translate it into English to answer to a request I've found on eGullet.

This recipe isn't mine, I've found it on CucinaInSimpatia forum, but it has become a classic in my kitchen: my friends are in love with this cake!


Brownie Bottomed Cheesecake

250g Philadephia cheese or similar
250g dark chocolate
210g white sugar
120g all purpose flour
180g butter
3 eggs
2 egg yolks
2 tsp vanilla
1 tsp salt


Mix the cheese, 50g of sugar and 1tsp of vanilla for 2 minutes with electric mixer. Add 1 egg and mix well. Put in the fridge until the cocoa batter is ready.
Melt chocolate and butter in the microwave or on hot (not boiling) water and let it cool until warm then add all the left sugar, 1 tsp of vanilla, salt and mix with electric mixer for 2 minutes. Add 2 eggs and 2 yolks one at a time, mixing well in between each addition. Sift the flour and gradually add to egg mixture mixing gently with a wooden spoon.
Grease a 30x20 pan and sprinkle with flour or use parchment paper. Spread the batter (except 1 tablespoon) in the pan, put more batter on the side like a "pie crust". Inside the "brownie crust" spread the cheese mixture. Put the tablespoon of cocoa batter on the cheese mixture to obtain "leopard spot".
Bake at 180°C for 35-40 min, use a toothpick to test if the brownie layer is well cooked: the toothpick has to be dry.
Let the cheesecake cool in the pan and after cut it in squares.

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4.9.05

Shopping pericoloso...


Ecco il bottino che mi sono portata a casa dal negozio. Per l'ennesima volta mi sono lasciata guidare più dalla curiosità che dalla effettiva necessità di acquistare qualcosa.
Ero entrata nel negozio per acquistare gli spaghetti e la salsa di soia per integrare la mia "dieta" con un po' di proteine vegetali, poi ho iniziato a curiosare tra gli scaffali e la mia spesa si è arricchita.
Ho trovato il burro di noccioline e ho pensato di prenderlo con l'intenzione di mangiarne un po' e di usare il resto per cucinare qualcosa anche se non so ancora esattamente quello che ci farò.
Nei pressi del burro di noccioline c'era anche il barattolo di custard powder che avevo visto leggendo un post nel blog the Domestic Goddness. Penso che la usero per testare la ricetta delle nanaimo bars.
L'ultimo barattolo l'ho dovuto acquistare per la bellezza della confezione. Il contenuto è "avena a cottura veloce", non ho idea di come la utilizzerò, al limite userò solo il barattolo come portamatite! :o)

1.9.05

5 ricordi...

Torno dalle vacanze e mi ritrovo avviluppata nella rete di un "meme". Il testimone mi è stato gentilmente passato da Cenzina de "Il cavoletto di Bruxelles".

Il titolo inglese dovrebbe essere "5 Childhood Food Memories" cioè 5 cibi che appartengono ai ricordi dell'infanzia.

Questi sono i miei...

Lo Zabaione
Per chi mi conosce sembrerà incredibile ma anche io sono stata magra. Anzi, mia madre sosteneva che io fossi troppo magra, quasi denutrita, ma io mangiavo solo 1 pacchetto di "Alsaziani" (bastoncini salati simili ai Bretzel) al giorno e stavo bene. Forse i miei geni volevano che rimanessi magra ma mia madre doveva averla vinta e così, tutte le mattine mi dava lo "zabaione" per fornirmi la giusta dose di energie per affrontare la giornata.
Lo zabaione era costituito da 1 tuorlo montato a spuma con tanto zucchero ed era una vera prelibatezza.
...ah, dimenticavo, mia madre ha raggiunto il suo scopo e ora io sono abbondantemente sovrappeso ma ricordo ancora con nostralgia lo zabaione di "rinforzo" :o)

La Granita
Quando ero piccola l'inverno era un momento magico. Gli inverni di allora (mi sembro matusalemme) erano diversi, cadeva tanta neve e rimaneva a terra per molto tempo. Così era bello vestirsi di tutto punto con tuta da sci e moon-boot e andare al parco per rotolare sui cumuli di neve, fare pupazzi e giocare a pallate. L'altro motivo per cui attendevo con ansia l'inverno era la granita fatta con la neve. Da piccola vivevo in appartamento e su uno dei due grandi terrazzi il vento depositava spesso grandi montagne di neve immacolata e "incontaminata".
Il procedimento per fare la granita era semplice. Ci si armava di una tazza grande da colazione, si apriva la finestra e si riempiva la tazza di neve molto velocemente per non rischiare il congelamento. Una volta che la temperatura corporea era tornata sotto controllo si aggiungeva un po' di sciroppo di amarena Fabbri, si mescolava e si mangiava la granita più buona che esistesse al mondo!


La Torta Panna e Fragole

Questa torta era l'appuntamento fisso delle domeniche di primavera quando si andava dalla nonna. Alla mattina giocavo con i cugini, poi tutti insieme pranzavamo nella grande cucina della nonna. Al termine del pranzo tutti aspettavamo il dolce: una pasta semplice per ciambelle imbevuta con il succo delle fragole zuccherate, farcita con panna e fragole e ricoperta di panna se si era in vena di esagerazioni o semplicemente con zucchero a velo.
E' un sapore che mi manca davvero tanto e così me la faccio almeno 1 volta l'anno.


Il Nesquik

Cosa c'è di meglio di una colazione a base di latte con nesquik accompagnato da pane e nutella? Era la colazione che mi sognavo durante la settimana perchè mi era permesso averla solo la domenica mattina.




Il Calzone

Il martedì è giorno di mercato e tra i banchi della frutta, da sempre, trova posto il camioncino delle piadine. Pur non essendo in romagna le piadine sono comestibili e i calzoni (altrove chiamati crescioni o cassoni) un appuntamento fisso delle mattine d'estate quando ero in vacanza. Il mio preferito è: prosciutto, funghi, pomodoro e mozzarella!


Passo il testimone a:

Fiordizucca
Lucia "Cioccapiatti"