28.10.05

Meritato riposo...?

Non so se me lo merito oppure no, però me ne torno un po' in vacanza!
Questo anno mi piace molto: ci sono tanti ponti che permettono di spezzare la monotonia della quotidianità lavorativa.
Ovviamente, essere in vacanza vuol dire lontananza assoluta da questo piccolo mostriciattolo indispensabile di pc che sto usando per scrivere, per cui non aggiungerò nuovi post per un po' di giorni.

A presto!

27.10.05

A tutta Zucca!

In questo periodo una grande protagonista delle tavole è la zucca. La zucca è presente in molte ricette su tanti blog e forum di cucina.

Anche nei negozi di tutti i generi si trovano zucche: zucche-candela, zucche-porta-uovo, zucche-festone, zucche-fluorescenti..... Tutto merito dell'invasione commerciale che ci spinge a festeggiare Halloween come se fosse una nostra tradizione.
Io alle zucche per ora dedico un book fotografico perchè, oltre che buone, trovo che siano estremamente belle!









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24.10.05

Castagne, funghi e lenticchie



L'autunno è proprio una bella stagione. Ci sono i funghi ma soprattutto ci sono le castagne che sono il mio frutto preferito. Anche se non sono tipicamente autunnali ho pensato ad un'altra cosa di cui sono molto golosa e che mangio prevalentemente in questa stagione: le lenticchie.

In questa ricetta li ho riuniti tutti insieme e il risultato è un gradevole piatto ideale per i giorni grigi e freddi.


Zuppetta di Lenticchie e Funghi con Gnocchi di Castagne
x 4 persone

150g Lenticchie di Castelluccio
15g Porcini Secchi
1 Cipolla Piccola
100g Farina di Castagne
75g Farina Bianca
1 Uovo
50ml Grappa
20g Burro
4 o 5 Foglie di Salvia
Sale
Olio di Oliva


Ammollare i funghi secchi in acqua tiepida, tritarli grossolanamente e conservare l'acqua.
Tritare finemente la cipolla, metterla in un tegame (se possibile di coccio) e farla fondere con un poco di acqua. Quando l'acqua sarà evaporata aggiungere un po' di olio. Non appena la cipolla inizia a soffriggere aggiungere le lenticchie ben lavate e lasciare insaporire 5 minuti.
Aggiungere i funghi, la loro acqua filtrata attraverso un telo e altra acqua. A metà cottura regolare di sale. Lasciare cuocere fino a quando le lenticchie sono morbide ma non disfatte.
Nel frattempo setacciare le due farine, unire l'uovo, la grappa, un pizzico di sale e l'acqua necessaria per ottenere una pastella morbida ma non liquida. La consistenza deve essere simile alla pasta per fare i bignè.
Mettere la pasta in un sac a poche senza beccuccio finale o con un beccuccio molto grande. Spremere la pasta tagliandola in tronchetti di circa 2cm di lunghezza facendoli cadere in una pentola di acqua salata in ebollizione. Lasciare cuocere gli gnocchi fino a quando non verranno a galla e l'acqua inizierà a bollire nuovamente.
Scolare gli gnocchi e passarli velocemente in una padella con burro fuso e salvia.
In ogni piatto disporre una porzione di zuppa di lenticchie e guarnire con gli gnocchi.


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20.10.05

Cheesecake Banana-Lampone



La base di questo cheesecake è una rielaborazione un po' light di una ricetta classica. L'autrice è una mia amica-ex-collega che ha dovuto adattare la torta alla figlia che non sopporta panna e mascarpone.

Il risultato è una base lievemente asprigna che si sposa molto bene con coperture alla frutta. Io ho cercato di abbinare la semplicità (confettura) al barocco (banane caramellate).


Cheesecake Banana Lampone

Per la base:
150g Biscotti (Digestive)
80g Burro Fuso
250g Ricotta
250g Yogurt Greco
120g Zucchero
3 Uova
Essenza di Vaniglia

Per la copertura:
30g Burro
2 Banane
3 Cucchiai di Zucchero
100ml di Brandy
Confettura di Lamponi


Nel robot da cucina polverizzare i biscotti, mescolarli con il burro fuso ed amalgamali molto bene. Con questo composto creare un guscio, come per una crostata, in uno stampo a cerniera ricoperto di cartaforno. Porlo in frigorifero per circa 30 min.
Nel frattempo preparare in ripieno. Passare la ricotta al setaccio, unirla allo yogurt. Montare le uova intere con lo zucchero, unire delicatamente i formaggi e un cucchiaino di essenza di vaniglia.
Versare il composto di uova e formaggi nel guscio di biscotti, cuocere in forno a 170°C per 40-45 minuti. A metà cottura, per evitare che la superficie colorisca troppo, coprire lo stampo con un foglio di cartaforno. Estrarre dal forno, lasciare raffreddare nello stampo e porre il tutto in frigorifero.
Banane caramellate.
Sbucciare e affettare le banane in dischi di 1 cm di spessore. In una padella fondere il burro e adagiarvi le banane in un solo strato. Cuocere 1 minuto per parte, aggiungere il brandy e fiammeggiare.
In un altro padellino caramellare lo zucchero con un cucchiaio di acuqa. Quando lo zucchero è caramellato, aggiungere con molta attenzione altri 2 o 3 cucchiai di acqua per ottenere un caramello liquido. Versarlo nella padella dove stanno cuocendo le banane e lasciare restringere girando una volta sola le fettine di banana. Lasciare poi raffreddare.
Estrarre il cheesecake dal frigo e dalla tortiera. Decorare la superficie a spicchi, alternando banane e confettura di lamponi, in modo tale da poter tagliare delle fettine "bigusto".


18.10.05

Golosità

In questo momento non so cosa darei per una merenda come questa: churros caldi e cioccolata...



...ma ormai sono solo un lontano ricordo di un pomeriggio estivo sulle Rías.

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17.10.05

Crumble alle Mele



Dolce di una semplicità estrema ma anche estremamente pericoloso: io non riesco a smettere di mangiarlo quando me lo trovo davanti.
Questo crumble è una variazione di una ricetta presente nel libro Crumbles (Camille Le Foll).

E' un libro con bellissime foto e ricette che però io non trovo molto equilibrate poichè richiedono l'utilizzo di dosi spropositate di burro.


Crumble alle Mele
Per il crumble:
200g Farina
100g Burro Salato
80g Zucchero

Per il "ripieno":
6 o 7 Mele
8 Prugne Secche Snocciolate
50ml Whisky
30g Burro


Pelare le mele, togliere il torsolo e tagliarle a fettine. In una padella fare fondere il burro e aggiungere le mele. Aggiungere anche le prugne tagliate a pezzi e fare cuocere fino a quando le mele iniziano a diventare morbide. Unire alle mele il whisky e farlo evaporare a fiamma vivace. Togliere le mele dal fuoco e lasciare intiepidire.
Nel frattempo preparare il cumble mescolando, in una ciotola, la farina con lo zucchero. Unire il burro freddo tagliato in piccoli pezzi amagamando velocemente tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto sbriciolato.
In una teglia (diametro 24-26 cm.) disporre un piccolo strato di briciole, ricoprirle uniformemente con le mele e terminare con la pasta sbriciolata.
Cuocere in forno a 170°C per 30-35 minuti controllando che la superficie del crumble non diventi troppo scura.


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13.10.05

Bocconcini di Maiale alle Olive e Limone



Una piccola variazione su un piatto che rappresenta quasi un pilastro della mia alimentazione. Da bambina lo spezzatino era un rituale settimanale. Le versioni erano sempre le stesse: in bianco con cipolle e rosmarino o rosso con le patate.

Questa invece è una versione un po' più saporita e "intrigante" per la presenza del limone. Inoltre è velocissima!


Bocconcini di Maiale alle Olive e Limone
x 4 persone
500g di spezzatino di maiale
50g di olive nere
1/2 limone
origano
farina
olio di oliva
sale
brodo vegetale


Scaldare tre cucchiai di olio in un tegame. Passare velocemente la carne in un po' di farina e rosolarla nell'olio caldo a fiamma alta .
Quando la carne ha preso colore aggiungere le olive, il succo di limone e un pizzico di origano. Mescolare, abbassare la fiamma e fare cuocere aggiungendo un po' di brodo vegetale (o semplicemente acqua) se necessario.
Regolare eventualmente di sale facendo attenzione poiché le olive sono già molto saporite.
Servire decorando con fili di buccia di limone.


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11.10.05

The Kitchen Meme


Kitchen Meme Instruction

Con un po' di ritardo rispondo al meme lanciato da Sigrid e vi mostro la mia piccola cucina.


1) La cucina



Ecco, questa è la mia cucina. In realtà sarebbe meglio dire che è la cucina di casa visto che io vivo ancora con la mamma e quindi la cucina è "condivisa".
Questo però è il luogo dove pasticcio ai fornelli con somma disperazione di mia madre. Infatti, come si intravede, io sono proprio come la cucina: un po' disordinata. Ma nel mio disordine trovo sempre tutto.



2) La dispensa




Ho l'abilità di riempire ogni spazio libero e così mi è stato concesso solo un piccolo ripiano in cui mettere le cose che uso solo io. Questo è il mio antro è c'è un po' di tutto.
Il farro, la polvere di cocco, i funghi secchi, un infuso, il thé, i biscotti per il cheesecake, la custard powder, le mandorle (ben nascoste), le lenticchie, altri biscotti, le friselle...




3) L'elettrodomestico del cuore



E' il mio frullatore con tante velocità con il quale riesco, finalmente, a fare il pan di spagna.










4) Gli immancabili



Questa è una parte degli ingredienti di cui non saprei fare a meno. Farina e lieviti sono sicuramente i preferiti. Poi sono golosissima di burro... Ho una grande passione per le spezie, mi piace scoprire i loro aromi anche se non sono brava nell'utilizzarle, devo ancora imparare molto ma è averle a portata di mano mi permette di sperimentare.




5) La padella



Una semplicissima padella Agnelli, indispensabile in tante preparazioni, penso sia possibile considerarla un elemento fondamentale della mia cucina.
Ho fotografato anche i 2 attrezzi più vecchi che possiedo ma ai quali sono affezionatissima: la frustina piccola e il cucchiaio di legno per i dolci.



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10.10.05

Il Bucatino

Il tempo libero è sempre poco ma, nonstante i tanti impegni che abbiamo, troviamo una sera libera per andare a cena con due amici. Il posto, questa volta, lo scelgono loro. Durante la telefonata in cui prendiamo gli ultimi accordi mi sento dire "...non so se vi piacerà, abbiamo prenotato in un posto un po' strano, un po' fuori dal comune ma dicono si mangi bene..."
Saliamo in macchina e iniziamo ad allontanatci dal centro urbano, io mi sento un po' dispersa nella campagna ma sono anche molto curiosa. All'improvviso, circondata da un buio quasi totale appare una piccola insegna luminosa: Il Bucatino.

Il parcheggio è molto grande e, visto che è un po' prestino, ci sono pochissime macchine.
Il ristorante, già al primo sguardo, risulta un po' atipico. E' costituito da una grandissima sala, il muro esterno è per metà in muratura e per metà a vetri. Fin qui niente di strano, ma guardandoci bene gli infissi sono vecchiotti, probabilmente risalgono agli anni 60 del secolo scorso, i tavoli sono quelli che si trovavano nei ristoranti di campagna sempre nello stesso periodo e così pure le sedie.


Sembra avere fatto un salto indietro nel tempo! E questa è proprio una delle particolarità del locale: è rimasto fedele a quello che era quando i ragazzi degli anni 50-60 andavano a cena e poi a ballare nella pista all'aperto adiacente al ristorante. L'altra particolarità è la fedeltà al territorio e alla tradizione gastronomica del luogo: piatti si di terra, sia di mare la cui preparazione è rimasta immutata negli anni.
Il nostro tavolo è già pronto e il proprietario, persona davvero molto simpatica, prende l'ordinazione delle bevande: acqua sia naturale che gassate e vino. Sul vino non ci viene data molta scelta, il proprietario dice solo "vi porto un goccio di vino visto che bevete poco". Ed eccolo il goccio di vino... servito proprio come se fossimo ospiti in una casa di contadini della zona.


Come primo la scelta cade sulle pappardelle al cinghiale. Le porzioni sono abbondanti, le pappardelle sono larghissime e irregolari proprio come deve essere la pasta fatta in casa, la consistenza è perfetta e il ragù buono e saporito.
Sul secondo ci differenziamo assaggiamo:
i fagioli con le cotiche davvero buoni;


del brasato di manzo che però non riesco ad assaggiare e fotografare;
le cozze alla tarantina pepatissime e con un sughetto buonissimo;


fritto misto che comprende triglie, merluzzi, un altro pesce di cui non ricordo il nome e calamari. La fruttura è perfetta e il pesce cotto a puntino.


Il segreto per una frittura così buona lo scopriamo sbirciando in cucina: il pesce viene fritto in una grande padella in ferro e non nella friggitrice.


Terminiamo la cena con una grappa servita in bicchierini da liquore d'epoca: io li avrei volentieri portati a casa!

Il conto è onestissimo: 18 euro a testa.
E' un locale in cui tornerò volentieri sia per la qualità delle pietanze sia per la simpatia del personale. La prossima volta però prenoterò con largo anticipo per avere la possibilità di ordinare lo stoccafisso che dicono essere imperdibile!

Ristorante Il Bucatino
60035 Jesi (AN) - VIA DELLE CHIUSE
Poco dopo località La Chiusa (frazione di Agugliano)
tel: 0731 60975


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7.10.05

Autunno: Il Tempo delle Mele



Anche quest'anno è arrivato l'autunno . Ed è arrivato anche il freddo come di consueto.
Questo pensiero mi fa sorridere poichè, guardando la televisione, sembra che gli eventi atmosferici siano sempre una novità. Se è estate fa caldo (ma guarda che scoperta) e se ci sono i temporali invece il tempo è impazzito (a me risulta che i temporali ci siano sempre stati). Se poi arriva l'autunno ed è caldino allora è colpa dell'effetto serra, se piove troppo e fa freddo ci dicono che non esistono più le mezze stagioni e che è sempre colpa dell'effetto serra. Forse non sanno più cosa inventarsi e si annoiano.

Io, invece, quando arriva l'autunno sono felice perchè finalmente non è più una sofferenza accendere il forno in casa e perchè questa è una stagione ricca di frutti golosi. L'autunno mi fa immediatamente pensare all'uva, ai funghi, alle castagne e alle mele. Mi concentrerò proprio sulle mele, che stanno invadendo casa, per preparare qualche dolce.
Per iniziare ho scelto una ricetta vista sul blog di manduk. La riporto qui, unica variazione: il ripieno.


Mele in Camicia
4 Mele Golden
200g Farina
80g zucchero
80g Burro
1 Uovo + 1 Tuorlo
1 Pizzico di Sale
1 cucchiaino scarso di lievito per dolci

Per ogni mela:
1 Cucchiaio di Marmellata (nel mio caso di mele e limoni)
2 Amaretti


In una ciotola impastare velocemente la farina, lo zucchero, le uova, il burro freddo tagliato a pezzetti, il sale ed il lievito. Formare una palla, avvolgerla in un foglio di alluminio e farla riposare in frigorifero per 30 minuti.
In una ciotola sbriciolare finemene gli amaretti, aggiungere la marmellata e mescolare bene.
Sbucciare le mele e togliere il centro con un cavatorsoli.
Dopo il riposo stendere la pasta e ottenere 4 dischi di dimensione sufficiente ad avvolgere ogni mela. Con la pasta rimanente sigillare il fondo di ogni mela e riepire il centro con il composto di marmellata.
Avvolgere ogni mela con un disco di pasta e sistemarle su una teglia ricoperta con cartaforno.
Cuocere in forno pre-riscaldato a 170° per 35-40 minuti.


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6.10.05

Baccalà Basco


Questo è un peperone secco e appartiene al bottino che mi sono portata a casa dalla vacanza in Spagna.
Questi peperoni, una volta reidratati, sono molto profumati e hanno una polpa molto carnosa. Non penso che si possano sostituire con i peperoni italiani freschi poichè il loro sapore non l'avevo mai assaggiato prima anche se non conosco tutte le varietà di peperoni esistenti. Come forma assomigliano molto ai peperoni di forma allungata, forse appartenenti alla tipologia "Corno di Toro", che ho visto raramente in vendita qui al nord, ma non so se sia possibile essiccarli.

Il loro nome, in spagnolo, è pimientos choriceros e sono alla base della salsa di un piatto tradizionale dei Paesi Baschi: il baccalà alla vizcaina.
Il risultato di questo piatto è stato per me sorprendente. Data la grande quantità di cipolle e peperoni temevo che il sapore del pesce venisse completamente coperto. Il piatto invece è molto bilanciato nei sapori, nessuno copre l'altro.


Bacalao a la Vizcaina
1 kg di Filetto di Baccalà
5 "pimientos choriceros"
4 cipolle
1/2 bicchiere di olio
2 spicchi di aglio


Ammollare il baccallà per 24 ore cambiando l'acqua 2 o 3 volte. Togliere la pelle al baccalà, eliminare le eventuali lische e tagliarlo a pezzi.
Ammollare i peperoni per circa 12 ore.
Tritare le cipolle e metterle in un tegame con mezzo bicchiere di acqua. Lasciare cuocere a fiamma bassa per fare asciugare tutta l'acqua. Aggiungere quindi l'olio e gli spicchi di aglio e cuocere, sempre a fiamma bassissima, fino a quando le cipolle saranno diventate trasparenti e completamente disfatte, quasi una crema.
Togliere i semi dai peperoni, raccogliere la polpa raschiando con un cucchiaio e aggiungerla alle cipolle.
Frullare la buccia dei peperoni con un goccio di acqua ottenendo una salsina da aggiungere alle cipolle.
Lasciare cuocere la salsa 10 minuti, passarla al passaverdure e rimetterla nel tegame sul fuoco.
Nel frattempo, in un'altra pentola, sistemare i pezzi di baccalà e coprirli di acqua fredda, porre il tegame sul fuoco e portare l'acua ad ebollizione. Non appena bolle spegnere il fuoco, scolare il baccalà utilizzando una schiumarola e aggiungerlo alla salsa di peperoni e cipolle. Regolare eventualmente di sale, se necessario. Lasciare cuocere 10-15 minuti a fuoco molto basso.



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5.10.05

La Spagna - Part V



Seguendo il cammino siamo arrivati a Santiago. Qui ha termine il percorso contrassegnato dalle conchiglie di san Giacomo e i pellegrini, dopo una sosta al monte de Gozo (monte della gioia) che sovrasta Santiago scendono nella città per visitare la loro meta: la cattedrale del Santo.

Le strade di Santiago sono strapiene di pellegrini, la piazza della cattedrale pabimentata in pietra si trasforma quasi in un gigantesco bivacco durante le ore soleggiate della giornata. Tutti i pellegrini compiono i "rituali" legati al pellegrinaggio prima di assistere alla messa del mezzogiorno. La messa del pellegrino raccoglie pellegrini di ogni nazionalità che vengono a pregare sulla tomba del Santo ma si trasforma in una grande baraonda nel momento più atteso: l'apparizione del botafumeiro, un gigantesco incensiere che viene fatto volteggiare nel transetto della cattedrale.

Data la grande presenza di turisti il centro di Santiago presenta una grande offerta di ristoranti e bar soprattutto nelle vie che circondano la cattedrale. Ne percorriamo una alla ricerca di un locale che ci piaccia.
Questa stretta via è costituita da un locale attaccato all'altro. Alcuni hanno i loro tavolini in strada e cercano di attirare i clienti esponendo in vetrina i loro prodotti: ci sono vasche grandissime con granchi e superbe aragoste, celle frigorifere con grandi tranci di carne di manzo, polpi giganteschi. Nelle vetrine ci sono anche delle vere e proprie specialità: i percebe.


Personalmente trovo il loro aspetto molto raccapricciante e non so se avrei il coraggio di assaggiarli ma, a quanto ho letto sulla guida, questi crostacei sono molto ricercati e anche molto difficili da raccogliere poichè crescono sugli scogli battuti dalle onde dell'oceano atlantico.

Decidiamo che le stradine affollate dove si rischia di mangiare in mezzo al flusso continuo dei passanti non fa per noi e così ci allontaniamo dal centro di Santiago.
Invece di trovare un ristorante ci imbattiamo nei nuovi mercati generali.


Ci sono varie gallerie dove i negozi sono bene organizzati per genere: le carni, le verdure, il pesce...


All'esterno, lungo il perimetro dei mercati c'è invece uno spettacolo al quale non sono abituata: i "banchetti" degli agricoltori locali. Su di una seggiolina si trova, di solito, una anziana signora che vende quello che produce nella sua fattoria e che, utilizzando qualche cassetta o cestino ha organizzato l'esposizione della sua merce.


Ci sono le uova, una gallina, qualche pomodoro e i gioielli della produzione agricola: i peperoni!


In una strada alle spalle della cattedrale troviamo finalmente un locale semplice, gestito da alcuni ragazzi, da un folkloristico signore dai grandi baffi e dalla moglie, vero e proprio generale, al comando in cucina. Ordiniamo un classico: polpo alla gallega e anche dei pimentos de padron.


Il polpo, lessato e leggermente caldo, ci viene servito sui tradizionali piatti di legno, cosparso di sale grosso, olio e peperoncino piccante. E' delizioso poicheè, pur essendo un polpo molto grande, è tenerissimo ma non scotto.




I peperoncini di padron invece sono fritti, interi e col picciolo, in olio e serviti cosparsi di sale grosso. Sono dolcissimi e davvero buoni, ma ogni tanto c'è una sopresa poichè si può trovare un peperoncino che pizzica e, quando è piccante, pizzica tantissimo!
Eleggiamo questo locale come il nostro preferito e vi torniamo per tutti i pasti successivi. Abbiamo così la possibilità di assaggiale il baccalao alla gallega dalla consistenza perfetta e servito con piselli e patate, la tortilla con chorizo saporitisima, il queso con membrillo cioè il formaggio tipico di Santiago ( tetilla ) acompagnato dalla cotognata.

Dopo cena, per favorire la digestione, è bello fare una passeggiata iattorno alla cattedrale. I pellegrini, stanchi dopo i mille e più chilometri del cammino, ormai dormono e la città è silenziosa. C'è solo qualche artista di strada che allieta il cammino e crea il sottofondo musicale per uno spettacolo notevole.



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