Prosegue l'elenco dei nuovi FoodBlog. A breve aggiornerò anche la lista completa dei FoodBlog Italiani.
N.B.: ricordo che questo è un elenco di blog che ho recentemente trovato in rete,
non sono tutti i blog che ho "collezionato". La lista completa
si trova in questo post: Lista FoodBlog Italiani
La mia agenda
la mia dispensa
La Patata in Giacchetta
La Piccola Bottega dello Zucchero
La Tana Del Coniglio
La valigia di Giulia
La via delle spezie
Lavanda in terrazza
Le chicche di chicca
Le cuochine
Le recensioni di Titti
Le ricette della gatta Pepe
Le ricette della papera magra
Le torte di Pam
l'eco del mondo
L'Oca Bonga in cucina
lo spadellatore
mamma iana
Mamma, che cucina!
marco girosi cookbook
Mezzogiorno di Cuoco
mindy's kitchen
Monella in cucina
nastrodiraso
Niko Sinisgalli Chef
Nuvole di panna montata
One Girl in The Kitchen
Orticoltura Sperimentale
Pane al Pane
Parliamo di vino
Passione Gourmet
Pasticci patapata
Piatti Piu' in la'
Pillole Culinarie..
Pin up surprise cooking
Pizza Margherita
profumi e colori
Profumo di mamma
Quinzanate
rebeccadelsol
Remigio
Ricette con la macchina del pane
ricette per stomaci problematici
ricettefacili
Rosemarie & Thyme
Sac à poche
Sale e zucchero
Sale Marino
Se dici cucina
sfizi e delizie
simonapinto
Stasera si cena da noi!
Testarda: appunti di lievito e farina
The Master Of Cook
Un mondo di dolcezza
uovazuccheroefarina
VerdureDiStagione
vinicolamente
wozcooking
Zizziri in cucina
N.B.: ricordo che questo è un elenco di blog che ho recentemente trovato in rete,
non sono tutti i blog che ho "collezionato". La lista completa
si trova in questo post: Lista FoodBlog Italiani
E' da tantissimo che non inserisco un post con i nuovi blog che ho trovato o che mi sono stati segnalati! La formattazione e soprattutto il controllo dei duplicati sono operazioni impegnative e con tutti gli hobby che mi sono trovata negli ultimi mesi è stato duro trovare un po' di tempo :o)
Come ha scritto recentemente Paolo Marchi la Lista dei FoodBlog Italiani conta ormai circa 1300 voci! La gestione della lista l'ho sempre lasciata in modalità manuale, il che non agevola le cose.
Anche questa volta divido l'aggiornamento in due parti: la sezione "A - Lal", poi successivamente "Lam - Z".
N.B.: ricordo che questo è un elenco di blog che ho recentemente trovato in rete,
non sono tutti i blog che ho "collezionato". La lista completa
si trova in questo post: Lista FoodBlog Italiani
A casa di Eli per l'ora del tè
ammodomio
Anima e Gusto
Artèteca's kitchen – l'Artèteca ai fornelli
avventure culinarie
basilico&pinoli
Blog di CuocaVale
caramel à la fleur de sel
castagna matta
Cenerebagnata
Chi ha rubato le crostate?
Chi Non Mangia In Compagnia…
Cina&Cucina
cioccolarte
coffee & mattarello
Colore in cucina
con le mani in pasta
Cosa succede in CittÃ
Cronache di Birra
Crumpets & co.
Cucchiaio e Pentolone
cuoca serena
Cuor di pane
Curry N Spice
Daniela&Diocleziano
doce doce
dolc&amara
Dolcezze Infinite
dolci chiacchiere
Dolcipazzie
Dolcipensieri’s Weblog
e che capperi!
e r r e c i e l l e
Erbe in cucina
Essenza di Cannella
Fantasie-Delizie-E....non solo...
Filosoficamente Sostenibile
Food and Foodies
Forchettina Irriverente
Forchettine
Gambetto nella Zuppa
Gourmetvb
La Chimica in Cucina
I gusti in tavola
I luccichini di Maria Laura
Il blog di Voiello
Il Canto del Vino
Il Cucchiaino di Alice
IL Golosorso ed io
Italians do eat better
katie’s world Blog
Kitchen Bloody Kitchen (cambio indirizzo)
Labna - Amore in Cucina
La casetta delle pesche
La chiamavano Jessie Ricetta
La Cucina di Albertone
La Cucina Di Casa Mia
la cucina di collefiorito...
la cucina di qb
La cuoca errante
La liquirizia rossa
N.B.: ricordo che questo è un elenco di blog che ho recentemente trovato in rete,
non sono tutti i blog che ho "collezionato". La lista completa
si trova in questo post: Lista FoodBlog Italiani
Così ho realizzato queste calzine per due graziose bambine. Il ripieno è "commerciale" poiché i genitori non mi conoscono tanto bene e non volevo essere scambiata per la strega di Biancaneve :o)
Le calze penso siano un'idea carina per creare in poco tempo un pensierino personalizzato: le bambine, che hanno ricevuto le mie, hanno esultato nel vedere che le calze erano proprio per loro e non quelle anonime in vendita in tutti i supermercati.
2 rettangoli di pannolenci (rosa, circa 15x25cm)
1 quadrato di pannolenci in colore contrastante (blu, circa 8x8cm)
filo di seta in tinta (rosa)
45cm circa di nastro (organza bordeaux)
Disegnare su un foglio di carta la forma della calza e su un altro foglio l'iniziale del nome. Ritagliare entrambe le forme.
Sovrapporre i due rettangoli di pannolenci e fissarli tra loro con degli spilli affinché non si spostino. Fissare quindi con 2 spilli anche la forma di carta della calza sui due rettangoli; ritagliare il pannolenci seguendo il bordo della forma.
Fissare l'iniziale sul quadrato piccolo di pannolenci e ritagliare come per la calza.
Con il filo di seta cucire l'iniziale su un lato della calza utilizzando un piccolo punto filza realizzato al centro del tracciato dell'iniziale.
Sovrapporre nuovamente le due parti della calza e unirle con il punto festone utilizzando il filo di seta.
Fissare il nastro per appendere la calza come meglio si preferisce (io in una calza ho fatto un pasticcio, ma nell'altra ho utilizzato sempre il punto festone)
Sempre in ritardo, ma ecco i miei auguri per un Buonissimo 2010!
La ricetta è un po' come la preferite: il vostro pan di spagna al cioccolato, la farcitura di marmellata di arance o una riduzione di succo di arancia e zucchero, copertura di ganache al cioccolato (panna e cioccolato in parti uguali) e dei filetti di arancia per decorare.
Il trucco per il pan di spagna al cioccolato è semplice (parola di Matia Barciulli): basta prendere la ricetta che si preferisce del pan di spagna classico, togliere una parte di farina (circa il 30%) e rimpiazzarla con lo stesso peso di cacao amaro in polvere.
Ad esempio: se la ricetta del pan di spagna prevede 160g di farina si useranno 110g di farina e 50g di cacao.
Sulla copertura devo migliorare: la ganache non era bella liscia e ho avuto un bel po' di problemi con la spatola... Devo ammettere che mi servirebbero un po' di lezioni.
A presto con un aggiornamento della lista dei FoodBlog Italiani e un grazie a Paolo Marchi per avermi citato nel suo recente articolo su Il Giornale del 3 Gennaio 2010.
E' innegabile: tutte le pubblicità natalizie in cui si vedono panettoni che lievitano e che vengono coccolati raccontano la realtà dei fatti. Un panettone può essere considerato una piccola cratura se si considera il tempo e le cure che devono essergli dedicate.
L'idea di provare a realizzare un panettone casalingo mi è venuta durante l'ultimo corso delle Simili che ho frequentato (ne hanno parlato Cinzia e Paola).
Alla mattina presto Valeria ci ha mostrato come era il suo lievito madre dopo il rinfresco, per farci vedere poi come sarebbe diventato a lievitazione avvenuta. Ho subito pensato... "simpatico il lievito madre, ma io non riesco a mantenerlo a lungo, oggi non lo prenderò".
A fine lezione, invece, uscivo trionfante da Le Tamerici con il mio pacchettino di lievito e con un obbiettivo: conservare il lievito fino a quando avrei avuto il tempo per provare a realizzare il panettone!!!
Credevo di dover aspettare fino alle vacanze di Natale, ma consultando la ricetta ho realizzato che ci sarei riuscita anche durante il ponte dell'8 Dicembre. Mi sono chiusa in casa dalle 17 del sabato fino alle 19:30 del lunedì e a forza di impastare e aspettare dal forno sono usciti tre di questi gioielli buonissimi.
Vi consiglio di provare e se non avete il lievito madre... fate un fischio: per ora è vivo :o)
La ricetta è quella delle sorelle Simili, tratta dal loro libro "Pane e roba dolce". Come consigliano loro stesse, per agevolare la lavorazione, serve una impastatrice.
50g Lievito Madre
50gr Acqua a temperatura ambiente
50g Farina 00 Spadoni
50g Farina Manitoba Spadoni
In ciotola sciogliere il lievito nell'acqua poi aggiungere la farina e impastare, trasferendosi sulla spianatoia, per circa 10 minuti.
Formare una palla, riporla nella ciotola e incidere a croce. Coprire con pellicola trasparente e lasciare lievitare al caldo per 3 ore e 1 ora a temperatura ambiente.
100g del Primo Impasto
50gr Acqua a temperatura ambiente
100g Farina Manitoba Spadoni
Impastare come nel primo impasto, formare un filoncino corto e avvolgerlo in una tela robusta. Con un legaccio resistente (nastro da pacchi regalo in plastica) chiuderlo ai lati e poi formare una legatura tipo salame. Metterlo in un recipiente che lo comprima un po', coprire col coperchio e lasciarlo lievitare 8-10 ore. Il salsicciotto diventerà durissimo!
50g Lievito Madre
50gr Acqua a temperatura ambiente
50g Farina 00 Spadoni
50g Farina Manitoba Spadoni
Aprire con attenzione il pacchettino (il legaccio sarà molto teso) ed estrarre dal centro del panetto 50g di lievito. Non utilizzare la crosta che si sarà formata e che probabilmente sarà attaccata alla tela. Poi seguire le stesse indicazioni del primo impasto del primo giorno.
100g del Primo Impasto
50gr Acqua a temperatura ambiente
50g Farina 00 Spadoni
50g Farina Manitoba Spadoni
Lavorare e far riposare come nel primo impasto del primo giorno.
100g del Secondo Impasto
50gr Acqua a temperatura ambiente
50g Farina 00 Spadoni
50g Farina Manitoba Spadoni
550g Farina 00 Spadoni
130g Zucchero semolato
140g Burro morbido
250g Acqua a temperatura ambiente
225g del TerzoImpasto
6 tuorli d'uovo
In una ciotola battere i tuorli con l'acqua, aggiungere la farina e lo zucchero poi il lievito e lavorare a lungo (15 minuti circa) con l'impastatrice o a mano. Unire quindi il burro e farlo assorbire. A questo punto, se si usa l'impastatrice, prevedere una fase finale dell'impasto fatto a mano battendo energicamente la pasta sulla spianatoia.
Mettere in una ciotola unta di burro, coprire conpellicola trasparente e far lievitare 10-12 ore: deve aumentare 3-4 volte.
270g Farina 00 Spadoni
140g Burro morbido
80g Acqua a temperatura ambiente
25g Latte in polvere
50g Zucchero semolato
350g Uvetta sultanina (rinvenuta in acqua tutta la notte e bene asciugata)
125g Scorza di Arancia candita a cubetti
125g Cedro candito a cubetti (ne ho usati 50g)
10g sale
10g miele
10g malto
6 tuorli d'uovo
i semi di 1 stecca di vaniglia
tutto l' impasto della sera prima
Mettere in una ciotola: acqua, latte in polvere, zucchero, tuorli, miele, malto, sale e semi di vaniglia; mescolare per sciogliere il tutto. Aggiungere la farina e impastare. Aggiungere poi tutto l'impasto della sera precedente e lavorate a lungo, unire il burro e farlo assorbire continuando ad impastare. Se si usa l'impastatrice toglierlo dalla ciotola e batterlo energicamente sulla spianatoia per circa 5 minuti. Rimetterlo in ciotola e unire uvetta e canditi.
Imburrare una vassoio e versarvi l'impasto, dividerlo in 3 parti di peso uguale (circa 800g). Con le mani unte formare 3 palle, disporle su superfici imburrate e coprire a campana con una ciotola. Lasciare riposare 20 minuti.
Trascorso questo tempo arrotolare più strette le palle rincalzando i bordi nella parte inferiore della semisfera. Depositare ogni palla in una forma per panettone da 700g.
Mettere a lievitare ogni forma su una teglia poichè a lievitazione avvenuta saranno difficili da spostare. Lasciare lievitare 3 o 4 ore, fino a quando il centro della cupola di pasta sarà quasi al bordo della forma.
Con un coltello affilato praticare un taglio a croce nella pellicola che si è formata sulla pasta. Prendere gli angoli di questa pellicola e ribaltarli all'indietro scoprendo la pasta lievitata.
Cuocere in forno fino a quando inserendo uno stecco al centro del panettone non uscirà asciutto.
Questo dolce è scritto nel quaderno verde delle ricette con la calligrafia incerta dei miei primi anni alle elementari. Deve essere stata la prima ricetta che ho trascritto sul quaderno della mia mamma.
Il dolce salamino è stato un vero cavallo di battaglia della mia mamma ed era presente a tutte le feste e ritrovi di noi bambini. Ogni volta era una meraviglia tagliarlo e vedere le sue fette dal disegno così simile all'omonimo salato. Non so quanti anni erano che non lo preparavo e che non lo mangiavo: questo sì che appartiene ai cibi della memoria.
100g Cacao amaro
300g Biscotti Oswego
200g Burro
50g Zucchero Vanigliato
2 Uova
Liquore Mandorla Amara (opzionale)
Zucchero a Velo q.b.
In una ciotola capiente spezzettare grossolanamente i biscotti: non esagerare altrimenti rimescolando verranno pezzi troppo piccoli.
Aggiungere il cacao, lo zucchero vanigliato, 2 cucchiai di liquore se piace e il burro morbido a pezzetti. Amalgamare con un robusto cucchiaio di legno.
Preparare due pezzi di carta stagnola lunghi 40cm., versare su ognuno un po' di zucchero a velo. Dividere l'impasto in due parti e metterle sulo zucchero a velo. Aiutandosi con altro zucchero a velo dare la forma di salami alle due parti di impasto e rotolarle nello zucchero a velo per simulare la caratteristica muffetta.
Togliere l'eccedenza di zucchero e avvolgere i salamini nella carta stagnola. Riporre in freezer per 1 giorno.
Prima di consumarli lasciarli scongelare fino a quando è possibile affettarli. Se si devono tagliare molto prima di consumarli conservarli in frigorifero.
Domenica, invece di una gita, avrei preferito una martellata su un dito: ero stanca e tutto era grigio ed umido fuori dalla finestra. Poi ho operato una grande azione di autoconvincimento ed assieme a Tosca siamo partiti: direzione Savigno e la festa del tartufo.
Erano anni che volevo andare e sono stata premiata: la giornata è stata piacevolissima. Non era freddo e splendeva anche il sole. C'erano tanti banchetti di specialità gastronomiche e di oggetti antichi/vecchi.
Essendo partita all'ultimo minuto non ho potuto pranzare da Amerigo: un'ottima scusa per tornarci a breve, con Tosca e magari qualche amico!

... le insegne dei negozi ...

... prodotti ...

... la batteria di padelle in ferro per i borlenghi ...

... funghi e formaggi di capra...

... un lontano parente della pita...

... e sua maestà il tartufo bianco!
Erano anni che volevo andare e sono stata premiata: la giornata è stata piacevolissima. Non era freddo e splendeva anche il sole. C'erano tanti banchetti di specialità gastronomiche e di oggetti antichi/vecchi.
Essendo partita all'ultimo minuto non ho potuto pranzare da Amerigo: un'ottima scusa per tornarci a breve, con Tosca e magari qualche amico!
... le insegne dei negozi ...
... prodotti ...
... la batteria di padelle in ferro per i borlenghi ...
... funghi e formaggi di capra...
... un lontano parente della pita...
... e sua maestà il tartufo bianco!
Un post in velocità , perhé questa non è una vera e propria ricetta, ma è una piccola "scoperta" che ho fatto e sperimentato di recente. Come si dice: meglio tardi che mai!
Si tratta semplicemente della cottura del risotto, non con il solito brodo vegetale, ma solo con l'acqua. Il risultato finale è eccellente perché il sapore è dato dalla base del risotto.
In questo risotto a farla da padroni ci sono i funghi porcini secchi e la nepitella, su una base di zucca e cipolla (poca).
In breve...
Fare una base con poca cipolla e olio. Rosolarvi la zucca e aggiungere i funghi ammollati e tritati.
Aggiungere un bicchiere di acqua filtrata dei funghi e portare la zucca a metà cottura.
In un altro tegamino portare ad ebollizione l'acqua, unirvi la punta di un cucchiaino di foglie di nepitella secchhe, poiché il sapore è molto forte.
Versare il riso sulla base di zucca, tostare brevemente e aggiungere l'acqua filtrata fino a coprire il riso e portare a cottura mescolando solo verso la fine.
ATTENZIONE: post altamente fotografico!
Non tanto per la bellezza delle foto (la piccola fotografa che è in me era in vacanza) ma per mantenermi un ricordo.
Ho anche il tempo per pubblicare il PDF con la lista per lo shopping a Parigi (n.b.: è di 1035 kb) che mi ero fatta non potendomi portare a passeggio la mappa di google. Spero di non ledere nessun diritto: se scomparirà improvvisamente saprete il perchè :o)
Ho aggiunto due indirizzi che mi sento di raccomandare per pranzo o cena:
Le Petit Carreaux
17 rue des Petits Carreaux
Brasserie frequentata anche da parigini, si trova praticamente di fronte ad una delle sedi della boulangerie Kaiser, all'inizio di una strada meravigliosa per il suo mercato permanente.
L’Assiette Aveyronnaise
14 rue Coquillère
Brasserie con piatti tipici dell'Aveyron... roquefort, coltelli Laguiole per tagliare e spalmare e l'aligot: un piatto a base di patate e formaggio fuso che viene servito in tavola direttamente dalla pentola di rame in cui viene mantecato. Altro lato positivo: è a 2 passi da Dehillerin!