30.1.06

Una scoperta, in ritardo

A Natale (lo so che sono in ritardo...) ho ricevuto un bellissimo regalo: una cesta stracolma di dolci prodotti da una pasticceria di Grosseto.
La cesta conteneva: un pandoro soffice ma non dolcissimo, un panettone profumatissimo e ricco di canditi e uvetta, un torrone forse un po' troppo morbido ma buonissimo e una confezione di ricciarelli dal buon sapore di mandorla ma senza essere stucchevoli.

Questa è una piccola parte del torrone visto che il resto era già stato mangiato.

TorronePanettone e pandoro non ho proprio fatto in tempo ad immortalarli.
Sono invece riuscita a fotografare l'etichetta dei Ricciarelli che reca l'indirizzo della Pasticceria: non vedo l'ora di fare una gita a Grosseto e di assaggiare altre preparazioni di questa buonissima pasticceria!


Pasticceria Giannini
via Pinturicchio, 16
Tel. 0564. 24984
Grosseto

27.1.06

Coming Soon

Arriva Febbraio e si avvicina la festa degli innamorati. Cosa preparerete per il vostro "valentino"?

Se avete già qualche idea potreste partecipare a questo nuovo evento della comunità Germanica. Per partecipare è necessario pubblicare sul blog la ricetta (o anche il menu) di San Valentino, in lingua inglese o in tedesco,entro il 12 febbraio ed inviare una e-mail all'indirizzo valentine.cooking(at)gmail(dot)com indicando:
Oggetto della mail: Valentine cooking
Testo della mail:
Nome del Blog
Nome dell'autore
Permalink relativo al post
Città/Nazione (opzionale)
Anche questo evento scade a Febbraio ed è sempre proposto dalla blog-comunità tedesca. Come si deduce facilmente dal nome il tema di questo evento è il Risotto. Pubblicate la ricetta del vostro risotto entro il 15 Febbraio (in inglese o in tedesco) e aggiungete un commento a questo post indicando il link alla vostra ricetta.


24.1.06

Trash Food: Invidia

Una breve apparizione per confessare tutta la mia invidia per Niki:

Vorrei anche io poter assaggiare questa meraviglia del trash food!

23.1.06

In 120 a pranzo



Domenica mi sono imbarcata, insieme ad 3 amiche, in una esperienza un po' oltre le nostre possibilità: avevamo 120 persone invitate a pranzo!
L'impresa sembrava titanica ma, grazie ad una buona organizzazione, ce la siamo cavata e il risultato è stato apprezzato.

Ovviamente non si è trattato di un pranzo da ristorante pluristellato ma qualcosa di più simile ad una festa campestre.
Il menù era questo:
- Primo: gramigna con salsiccia
- Secondi: salsiccia ai ferri e arrosto di vitello
- Contorni: patatine fritte e insalata
- Dolci misti: crostata al cioccolato, pinza, torta al limone, sfrappole, torta di nocciole, salame di cioccolato e molti altri ancora
- Mandarini

Le quantità sono state spaventose per noi che siamo abituate a cucinare al masssimo per 10 persone: 9 kg di pasta, 5kg di salsiccia per il ragù, 10kg di salsiccia ai ferri, 11kg di arrosto.

Ovviamente, non essendo dei professionisti, ci siamo fatte aiutare. In cucina c'erano 3 cuochi per cuocere la pasta e preparare i secondi, l'addetto alla griglia ha cotto la salsiccia, gli arrosti sono stati preparati da una amica e i dolci sono stati portati da alcuni invitati.


Pur non essendo stato un pranzo con piatti di "alta cucina" devo dire che è stato molto divertente (e un po' spaventoso) organizzarlo ed è stata anche una bella soddisfazione constatare che tutti sono stati molto soddisfatti.

20.1.06

Dolcetto Ukraino



Il nome è chiaro vero? :o) In italiano si potrebbe scrivere, più o meno, Halvà.

Questo è un dolcetto tipico ukraino e, come si vede dalla confezione, è a base di girasole. Si potrebbe quasi considerare una "marzapane" fatto con i semi di girasole al posto delle mandorle.
Il risultato è, a dire la verità, di un colorino verde poco invitante. La consistenza è friabile e il sapore, dopo un primo momento di sorpresa, si rivela gradevole.

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18.1.06

DMBLG è tornato!

Andrew di Spitton Extra ospita la prima edizione di Does My Blog Look Good In This 2006.

Questo appuntamento mensile incorona, tra tutti i partecipanti, il miglior blog-fotografo del mese precedente. Ecco tutte le istruzioni per partecipare.

Io ho inviato la foto delle mie Nespole.

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17.1.06

Una piccola taverna


Trovarla non è facile e, pur seguendo i cartelli, credevo di essere arrivata nel giardino di una casa privata.

Rudi e Sandra, al piano terra della loro casa colonica, hanno ricavato questo piccolo locale che offre una cucina casalinga e alcuni stuzzichini secondo la fantasia dello "chef".
L'atmosfera è molto piacevole, i colori sono caldi e su tutto domina il marrone scuro del legno.
I proprietari sono molto cortesi anche se lievemente imbarazzati: noi siamo arrivati un po' tardi e la cucina ci può offrire solo delle spianate. Noi lasciamo carta bianca a Rudi e intanto ordiniamo una birra... buonissima!


In sequenza ci verranno portate: una spianata con funghi e gorgonzola, una con zucchine e scamorza, una con speck e aceto balsamico, una alle cipolle. Tutte molto buone.


La scelta di dolci purtroppo è limitata: crostata con marmellata e torta al cioccolato.

Sicuramente non è stata una esperienza "memorabile" però è un buon posto da tenere in considerazione per una cena, o un dopocena, goloso. Sempre che lo si riesca a ritrovare!



Taverna Ripa Cà Nova
via Saviolo 3
San Lazzaro di Savena (BO)
o51 6257235


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13.1.06

Panone



Il panone e suo cugino il certosino, sono i dolci tradizionali del bolognese in occasione del Natale.
Il certosino è il dolce per eccellenza dei cittadini: è più compatto, parente alla lontana di un panpepato ferrarese.
Il panone invece è il dolce della campagna: più soffice, una specie di torta iper-ricca.

La tradizione voleva che le massaie preparassero l'impasto a casa e poi andasserlo a cuocere dal fornaio. Ora non si può più, ma quando si poteva bisognava mettersi in lista con anticipo perchè da metà dicembre in poi l'affluenza e le quantità di panoni da cuocere era enorme!
Ora, grazie a forni elettrici che danno una cottura più uniforme, si può cuocere in casa, ma è meno poetico. Volete mettere svegliarsi la mattina prestissimo, con il gelo ovunque, e andare al forno stracarichi di lattine di impasto profumato?


Dose per Panoni




1 kg farina
3 hg mandorle
1 hg di pinoli
1 hg zucchero vanigliato
1 hg cioccolata in polvere
3 hg mostarda
3 hg cioccolata fondente
3 hg uva sultanina
2 hg miele + il necessario per spennellare
4 hg canditi misti (ciliegie rosse e verdi, arancia, pere, albicocche…)
2 hg amaretti
2 hg cedro
3 hg zucchero
2 uova
3 tazzine di caffè
burro q.b. (2 hg circa)
fichi secchi (a volontà)
liquore Mandorla Amara
1 bustina di Lievito per Panoni


Premesse:
  • i canditi (cedro e canditi misti)i pinoli e le mandorle devono essere utilizzati sia per l’impasto sia per la decorazione della superficie dei panoni.
  • la mostarda bolognese non è altro che una marmellata dolce, molto solida, di frutta mista.
  • l’impasto tende ad essere molto sodo, ci si deve regolare con i liquidi aggiungendo liquore o latte.
  • Il Lievito per panoni è il normale lievito chimico ma ogni bustina ne contiene di più rispetto a quelle per dolci: 25g
Tritare finemente il cedro che serve per l’impasto. Lasciare intere le ciliegie. Tritare anche una
piccola parte dei canditi misti.
Tritare a grossi pezzi la cioccolata fondente. Ammollare l’uvetta in un po’ di rum.
Sbriciolare gli amaretti, bagnarli con della Mandorla Amara e attendere che si siano completamente imbevuti.
Iniziare a mescolare gli ingredienti, l’ordine non è importantissimo: uova e zucchero, poi iniziare ad aggiungere farina, lo zucchero vanigliato, il burro fuso, il miele, il caffé, la cioccolata in
polvere, le mandorle e i pinoli interi, gli amaretti, la mostarda. L’impasto deve essere un po’ più
sodo di quello di una ciambella. Per ultimo aggiungere il lievito.
Imburrare e infarinare delle teglie in alluminio usa e getta (tonde 24-26 cm e rettangolari). Disporre l’impasto nelle teglie riempiendole per la metà dell’altezza poiché i panoni lievitano molto. Decorare poi la superficie con i canditi tagliati a fettine, i pinoli, le mandorle.
Cuocere in forno per almeno un’ora a circa 180-190°C.
Estrarre dal forno e bagnare subito ed abbondantemente con la Mandorla Amara.
Quando sono freddi spennellare la superficie con miele riscaldato per renderlo liquido.

Si conservano per lungo tempo all’interno dei sacchetti in plastica per alimenti.

p.s.: La foto non è sicuramente delle migliori ma, visto che a Natale non ho fotografato nulla, mi sono dovuta accontentare degli unici due esemplari rimasti in casa di panone.
Quest'anno sono partita da una base di 3,5 kg di farina ma, dopo averli regalati, sono rimasti solo questi panoni che hanno una decorazione un po' scarsa. La decorazione è difficile da fare in queste lattine così piccole (10x15 cm circa).



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11.1.06

Il tempo, la cucina e un nuovo amore

Sono un po' assente ultimamente. Il tutto è dovuto al fatto che ho pochissimo tempo libero e non riesco più a cucinare nulla che non sia una fettina in padella e gli spinaci lessi.
Il mio tempo libero è drasticamente diminuito da quando ho un nuovo amore bellissimo e simpatico.

La macchina fotografica gli piace ma scappa sempre per giocare e così è difficile inquadrarlo. Ecco due scatti: uno risale a qualche settimana fa, l'altro invece è stato fatto domenica.



8.1.06

Una casa nuova nuova

Sono stata a trovare una amica nella sua casa nuova. Lei era di ritorno da una nottata molto indaffarata e così ho potuto fare un po' di foto.


La casa ha:

Un tetto


Un comignolo

Una porta

Delle finestre

Uno sguardo complessivo:


Scherzetto! Questa è la casa della Befanaaaaa!!!!!! :o) ed è una mia creazione.
In realtà solo l'assemblaggio e la decorazione poichè la struttura è opera dell'Ikea.


4.1.06

Riciclaggi Natalizi

Pane e Salmone
Vi avanza del salmone affumicato? Non sapete come smaltirlo? ecco allora una idea banale...

Ieri ho sperimentato una nuova farina e ho fatto il pane. Non è venuto benissimo e così oggi l'ho tagliato a fette e tostato. Dopo averlo abbondantemente imburrato vi ho depositato sopra una tartare di salmone affumicato e 2 rotelline di cetriolo in agrodolce :o)
Ho ottenuto così un:
Crostino di pane nero con tartare di salmone affumicato e cetrioli dolci


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3.1.06

Cotognata

Cotognata
La cotognata è una prelibatezza di altri tempi. Il mio babbo mi ha sempre raccontato che, da piccolo, ogni volta che comprava la merenda sognava di acquistare anche una cotognata ma i pochi soldi in suo possesso non glielo permettevano. La cotognata di allora era prodotta dalla Sperlari (se non sbaglio) quella della foto è invece una mia produzione casalinga di un po' di tempo fa.

La ricetta che ho seguita mi è stata data da Laura e lei penso l'abbia trovata sul forum di Cucina Italiana.
Ho seguito fedelmente la ricetta utilizzando 2kg. di mele cotogne pesandole dopo averle già pulite.
Il risultato è ottimo e gradevole come una caramella. Forse l'unico neo della mia cotognata è il colore: penso di avere mantenuto una temperatura del forno troppo alto e così è diventata molto rossa... cosa che a me non dispiace affatto perchè la trovo bella :o)


Cotognata

Ingredienti per 1 Kg. di mele cotogne pulite:
500 gr. di zucchero semolato
succo di 1 limone
1 bicchiere di acqua


Mettere le mele e tutti gli altri ingredienti in una pentola dal fondo pesante. Cuocere a fuoco dolce fino a quando le mele sono morbidissime, mescolando ogni tanto. Togliere dal fuoco e omogeneizzare il composto con un frullatore ad immersione.
Rimettere sul fuoco e lasciare cuocere la purea per un'ora circa, a fuoco basso e mescolando spesso per evitare che attacchi.
Quando il composto è molto denso, versarlo in una teglia da forno coperta da carta forno: lo spessore risultante deve essere di circa 1 cm.
Cuocere in forno a 100°C con lo sportello socchiuso: il composto si deve asciugare.
Quando la superficie della cotognata si è solidificata e al tatto si presenta rappresa, spegnere il forno e lasciare raffreddare senza togliere la teglia.
A questo punto stendere un nuovo foglio di carta sulla cotognata e farlo aderire bene; poi capovolgere la teglia. Molto delicatamente, togliere il primo foglio di carta, e ripassare in forno di nuovo a 100°C per asciugare anche l'altro lato.
Lasciare nuovamente raffreddare; tagliare a quadretti, losanghe o in altre forme a piacere. Si possono passare le forme nello zucchero semolato.


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