29.12.05

Corbezzoli !!!

Corbezzoli

Ho trascorso la mattina a raccogliere un cestino di questi frutti. Anche questi, come le nespole, sono frutti un po' dimenticati.
Sono corbezzoli e, in questi giorni di inverno, fanno capolino con il loro colore sgragiante in mezzo alla macchia mediterranea.

Quando è maturo il corbezzolo è un frutto molto delicato e non sopporta di essere conservato a lungo. Il sapore dei corbezzoli è molto delicato ma gradevole. Ottimo l'abbinamento con una crema inglese.

Con i corbezzoli che ho raccolto stamattina ho intenzione di provare a fare una marmellata... il risultato, se commestibile, lo affiderò ad un altro post.

27.12.05

Natale



Il giorno di Natale ormai è passato e io e la mia pancia siamo tornate davanti al pc.
No, non fatevi strane idee, la mia pancia è citata solo per il fatto che in questi giorni è triplicata a causa delle abbuffate natalizie.

Ieri al Tg sentivo che, secondo le statistiche, durante le feste di Natale si prende fino ad 1 Kg e mezzo di ciccia in più... io ne avrò presi almeno 3 kg il solo giorno di Natale!
Purtroppo non ho foto perchè, nella fretta, ho preso con me la macchina fotografica ma ho lasciato a casa la batteria :o(

Questo è stato il menu per 14 persone serivto a casa di mia zia:
- Tortellini (fatti in casa) in brodo
- Tortellini alla panna
- Bistecca di vitello farcita, servita fredda con uova sode, carciofini e capperi accompagnata da sformato di spinaci
- Arrosto di vitello con pomodori gratinati, carciofi in umido e crema fritta
- Zampone e lenticchie
- Panone
- Torta di riso
- Strudel
- Salame di cioccolato
- Torta di noci
- Dolce "tutttofreddo" alla ricota
- frutta secca e mandarini

Crema fritta, lenticchie, panone, torta di riso e strudel sono stati il mio "piccolo" contributo al pranzo di Natale.

21.12.05

Cibo ed energia

Non sono molto favorevole a post "fuori-tema" per cui cerco di non uscire dall'argomento "Food". In questo caso però la mia indole scientifica ha preso il sopravvento.
Il cibo e l'energia sono strettamente legati: il cibo fornisce energia agli esseri viventi e oggi, senza l'ausilio dell'energia, non potrei fare niente: cuocere in casa una torta, omogeneizzare, guardare i programmi di cucina alla TV, fare le foto ai piatti, scrivere al pc come faccio ora.
Per cui l'energia elettrica è fondamentale per la mia vita e anche per il mio lavoro visto che con questo aggeggio (pc) io ci lavoro anche.

Quella che segue è una lettera aperta al Presidente della Repubblica scritta da una sessantina di scienziati dell'Associazione «Galileo 2001»(Umberto Veronesi, Franco Battaglia, Tullio Regge...) sulla politica energetica in Italia.


Noi sottoscritti, fondatori della Associazione Galileo 2001, per la libertà e dignità della Scienza, sentiamo il dovere di sottoporre alla Sua attenzione la difficile situazione energetica che penalizza il nostro Paese; una situazione figlia di alcune scelte irresponsabili e di lunghi anni di scarso interesse politico e di disinformazione mass-mediatica. Circostanza ancora più grave è il fatto che si prospettano oggi ai cittadini soluzioni immaginifiche e in aperto contrasto con le conoscenze economiche, scientifiche e tecnologiche, allontanando così le scelte dotate di prospettive concrete.
Non crediamo di fare retorica nel sostenere che l'energia è il nutrimento della civiltà e che senza energia e senza un suo impiego oculato una civiltà può solo scomparire: più precisamente, non la produzione d'energia, ma la disponibilità di energia, abbondante, economica, sicura e amministrata con competenza, è una condizione essenziale per il benessere e lo sviluppo di un Paese, ed è ciò che genera competitività e occupazione e, conseguentemente, progresso civile.
A causa dell'elevata dipendenza energetica (importa oltre l'80% dell'energia primaria che consuma) e del conseguente elevato costo dell'energia (quella elettrica, al netto delle imposte, costa agli italiani quasi il 40% in più rispetto alla media europea), l'Italia sta perdendo terreno nel confronto economico con i partners europei, assieme ai quali dovrebbe invece perseguire una più armonica strategia energetica comune:

1. Oggi, il cittadino spagnolo usufruisce del 10% in più d'energia primaria rispetto al cittadino italiano, l'inglese del 25% in più, il francese del 40% in più e il tedesco arriva al 65% in più. Simili percentuali valgono anche per la sola energia elettrica: rispetto al cittadino italiano, si va dal 10% in più utilizzati dal cittadino spagnolo al 55% in più utilizzati dal tedesco.

2. L'Italia è il Paese d'energia elettrica da gas naturale e petrolio - fonti costose e inquinanti - e con la maggiore importazione diretta d'energia elettrica (51 miliardi di chilowattora nel 2003, contro i 2 miliardi di kWh che importò il Regno Unito, 1 miliardo di kWh che importò la Spagna, e i 10 e 66 miliardi di kWh che esportarono, rispettivamente, la Germania e la Francia); circostanza, questa, che crea anche rischi alla sicurezza dell'approvvigionamento, come i black-out del recente passato hanno evidenziato.

3. La totalità dell'energia elettrica importata in Italia proviene dalle centrali nucleari d'Oltralpe. Mentre - giova ricordare - nel 2003, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna produssero, rispettivamente, 420, 157, 85 e 60 miliardi di KWh elettrici dagli oltre 100 reattori nucleari in esercizio in quei Paesi.

A fronte di questa situazione oggettiva e dell'urgenza di un'azione, vi sono responsabili politici e organi d'informazione che vanno diffondendo l'illusione che sia seriamente possibile affrontare il dissesto energetico facendo ricorso alle varie nuove forme di sfruttamento dell'energia solare rinnovabile: l'eolica, la solare termica o fotovoltaica, e i biocombustibili (che sono, tutte, forme dirette o indirette d'energia dal sole). Oppure, facendo ricorso a tecnologie futuribili, oggi prive di prospettive di concreta realizzabilità sia nel breve che nel medio termine.
Noi riteniamo che i cittadini debbano ricevere piena informazione, fornita con onestà e senza pregiudizi ideologici: essi devono conoscere le conseguenze, per sé e per i propri figli, delle scelte adottate in tema di politica energetica e, soprattutto, non devono essere illusi con promesse che la scienza più accreditata e la tecnologia più avanzata non possono contribuire a sostenere.

Ferma restando la sua capitale importanza in tutti i processi vitali, per i bisogni energetici dell'umanità l'energia solare rinnovabile, in tutte le sue varie forme, non è certamente l'energia del presente: essa ha soddisfatto il 100% del fabbisogno umano dalla notte dei tempi fino a un paio di secoli fa, mentre oggi il contributo energetico dal sole, se si esclude la fonte idroelettrica, è - in Italia come nel mondo - inferiore all'1%. Né si vedono ragioni per ritenere che nel futuro l'energia solare possa dare contributi sostanziali: in particolare, è improbabile, se non illusorio, che le forme d'energia solare diverse da quella idroelettrica possano offrire contributi veramente significativi al fabbisogno energetico del nostro Paese.

La fonte eolica lo ha già dimostrato nel Paese - la Germania - che più d'ogni altro v'ha investito: assai modesto è infatti il contributo elettrico che proviene dalle più di 15.000 turbine eoliche ivi installate: circa 3% dall'eolico contro il 30% da nucleare (la cui potenza installata è, in Germania, quasi uguale a quella eolica). Il solare termico produce solo aria o acqua calda, e a questo scopo il mondo usa meno del 10% dell'energia che consuma, di cui la porzione maggiore è consumata dalle zone che meno possono servirsi del solare termico; e, infatti, esso contribuisce nel mondo per meno dello 0,001%, anche perché è molto più conveniente utilizzare l'energia dalla rete del gas o elettrica cui ogni edificio deve comunque essere connesso.
Quanto al solare fotovoltaico, per produrre con questa tecnologia meno dell'1% dell'energia elettrica consumata dagli italiani, i soli pannelli fotovoltaici (senza installazione, trasformatori, ed eventuali accumulatori) costerebbero la proibitiva cifra di più di 10 miliardi di euro, e vi sono valide ragioni tecniche per dubitare che questi costi possano significativamente abbattersi.

Il Paese va anche chiaramente informato sulle reali prospettive dei biocombustibili: quando si tenga conto dell'energia necessaria nei processi agricolo e industriale per produrli, l'energia netta da essi ottenuta è di modesto rilievo. In ogni caso, assumendo le più favorevoli condizioni, per risparmiare meno del 5% del solo petrolio che consumiamo, bisognerebbe coltivare a biomassa l'intera superficie della pianura padana (oltre 45.000 kmq).

Il mondo produce oggi da tutte le nuove fonti rinnovabili messe insieme - geotermia, rifiuti, biomassa, eolico e solare termoelettrico e fotovoltaico - meno del 2% dell'energia elettrica che consuma. Quanto a produzione da queste fonti, l'Italia è già al terzo posto in Europa con 11 miliardi di kWh prodotti nel 2003 (il 10% dell'intera produzione europea da queste fonti); nonostante ciò, l'energia elettrica così prodotta copre meno del 4% dell'energia elettrica consumata dal Paese.
La fusione nucleare e l'idrogeno, spesso citate come tecnologie a portata di mano, sono ancora allo stato potenziale. La prima è tuttora limitata allo stadio di ricerca con prospettive a lungo termine. Quanto all'idrogeno - che non è una fonte d'energia
nella forma utilizzabile come combustibile - la sua produzione richiede una quantità d'energia molto superiore a quella da esso ricavabile, e per questa ragione il suo utilizzo su larga scala è vincolato anche alla disponibilità di energia abbondante, economica e sicura.
Oggi, quella disponibilità alternativa alle fonti fossili - inquinanti e sempre più costose - è offerta solo dalla tecnologia nucleare da fissione. Una tecnologia ormai ben collaudata, che trova largo e sicuro impiego nella maggior parte del mondo industrializzato, e che non può pertanto continuare ad essere esclusa dalle strategie energetiche del nostro Paese.

Teniamo a precisare che con questa nostra critica noi non proponiamo di sospendere, fermare o rallentare le ricerche sulle energie rinnovabili; ricerche che potrebbero portare, in un futuro pur lontano, alla scoperta, che nessuno può naturalmente escludere, di nuovi metodi d'impiego di queste forme d'energia. Questa nostra critica invita solo a non alimentare speranze, vicine o illusorie, sulla soluzione di quel grande problema che è la situazione energetica del Paese e che ha bisogno di essere responsabilmente affrontato.

Le chiediamo pertanto, Signor Presidente, di farsi promotore - nei modi che vorrà considerare più adeguati - di azioni che consentano la diffusione di quella informazione franca e trasparente che è condizione necessaria perché un Paese possa dirsi veramente democratico.


Seguono 61 firme

19.12.05

Frutti Dimenticati


Questi sono frutti che appartengono alla categoria dei frutti "dimenticati". Sono nespole ed erano apprezzate in passato, poichè, a causa della povertà, i frutti spontanei non venivano sprecati.
Mio padre, quando le trova, le raccoglie sempre poichè, per lui, rappresentano un ritorno al passato ricco di ricordi e di un po' di nostalgia anche se la vita era più dura di oggi.

Le nespole sono mature quando sono di consistenza molliccia e la buccia è color marrone scuro. Per mangiarle basta togliere il "cappellino" centrale che è costituito dal pistillo e spremere il frutto dal basso.
La polpa è morbida con la consistenza simile a quella della mela cotta. Il sapore però è molto particolare e un po' asprigno per cui può risultare poco gradevole. Bisogna poi fare attenzione percè all'inteno vi sono alcuni semi abbastanza grandi.

Ora che ci penso... per andare alla scoperta di altri frutti dimenticati o di piatti impreziositi da erbe "inusuali" un buon indirizzo è:
Ristorante Fava
0546/73908
Via G. Cenni, 70
Casola Valsenio (Faenza - Ravenna)


14.12.05

I cachi


Quest'anno ho fatto una scoperta scientifica. Ho imparato che non esiste solo una varietà di caco, ma ne esistono ben tre! :o)
I cachi che conosco fin da piccola sono quelli arancioni, con la buccia sottile e la polpa molle. La parte più prelibata, per me, è costituita da delle lingue gelatinose in cui poi si svilppano i semi.

Ma, come si dice, non si finisce mai di imparare e ho ricevuto in dono due cachi diversissimi da quelli che avevo sempre visto nei giardini in autunno.
Il problema è che non conosco il nome esatto di queste altre due varietà che mi sono state definite come "cachi mela", "cachi vaniglia", "cachi a pasta dura".
Fatto sta che entrambi hanno la pasta molto soda che ricorda le mele. Il frutto più grande ha una forma affusolata e la polpa arancione chiara. Quello più piccolo ha una forma schiacciata e la polpa è arancione scuro.
Entrambi sono buoni ma come intensità del sapore preferisco il frutto più grande.

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12.12.05

Mangiar Bene vs. Trash Food

Quando posso cerco di scegliere alimenti che mi consentano di "mangiar bene". Ma cosa vuol dire, per me, "mangiar bene"?
Vuol dire che preferisco verdure coltivate in un orto di cui conosco il proprietario rispetto a quelle che vendono alla Coop, che la carne bovina spesso la compriamo facendo macellare una mucca allevata da persone di fiducia, che evito il più possibile i cibi con conservanti e coloranti (ai quali, tra l'altro, sono anche allergica) e così via...

Però è giunto il momento di confessare, per la prima volta e pubblicamente, che provo una attrazione irresistibile per il trash food: merendine, caramelle, bevande dai colori e sapori improbabili, biscotti, salse e, purtroppo, Mc Donald's :o)
Questa mia "debolezza" mi porta a comprare prodotti confezionati che non ho mai visto sia in Italia che all'estero.
Mio fratello che conosce questa mia passione, di ritorno da un viaggio in Germania, mi ha portato questi deliziosi waferini.



Non conosco la loro qualità, forse è bassa, ma devo dire che sono buonissimi! La cialda è croccante, la cioccolata non ha retrogusti plastici, lo strato con le nocciole è picavolmente cremoso.

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6.12.05

Cookie Swap: The Round-up



Cosa è un "round-up"? E' un riepilogo.
In questo caso particolare è il riepilogo di tutte le ricette che hanno partecipato a due eventi che riguardano il cibo: IMBB e SHF.
Eccezionalmente i due eventi hanno unito le loro forze per avviare uno scambio virtuale di biscotti.

Dato il numeroso afflusso di ricette i due organizzatori (Alberto e Jennifer) si sono divisi i partecipanti e li hanno organizzati in un vero e proprio indice alfabetico che sembra essere pronto per la stampa:

Food Blog dalla A alla K

Food Blog dalla L alla W

Le ricette sono bellissime e potrebbero rappresentare degli utili spunti per dei regalini Natalizi!

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2.12.05

Una sera, all'improvviso...

La vita è davvero buffa. Ci sono volte in cui desidero molto fare una cosa, mi impegno per riuscirci ma, in seguito a contrattempi vari, tutto va a monte. Altre volte, invece, le occasioni capitano da sole proprio quando meno me lo aspetto.
Può capitare ad esempio che una "cuoca" completamente autodidatta sogni a lungo di fare un corso di pasticceria ma, a causa del tempo che manca, dei soldi che mancano o della stanchezza, non è mai riuscita a frequentarne uno. Poi, un giorno, arriva una sua amica che le dice: "Io e Anna volevamo fare un corso di pasticceria mignon, ma Anna non può più venie con me. Vieni tu?". La cuoca autodidatta, colta alla sprovvista da questa proposta inaspettata, non sa cosa rispondere e, di getto dice: "Sì!"

Al corso abbiamo fatto cose che già conoscevo ma mi ha molto affascinato osservare il docente al lavoro. Devo ammettere di avere invidiato molto la sua manualità.
Il corso era tenuto da Davide Zauli, pasticcere, che ci ha presentato una rassegna di ricette base e varie alternative di realizzazione e presentazione.
La serata è stata molto piacevole anche per la simpatia del pasticcere: il suo accento romagnolo era molto divertente da ascoltare.
Dopo la preparazione, ovviamente, non potevamo buttare tutte quelle meraviglie e così ce le siamo mangiate accompagnandole con della malavsia (servita in bicchieri di plastica, ma era buona comunque :o) )

Ecco quello che abbiamo preparato e poi... mangiato.


Bignè cotti sulla cartaforno per farci vedere che il fondo non rimane piatto e così i bignè non sono stabili e non si presentano bene.


I bignè cotti sulla teglia unta con burro invece avranno il fondo perfettamente piatto


Profumatissimo e con fondo piatto.


...al bignè viene fatto un cappellino di caramello


Ecco il bignè finito e riempito con crema pasticcera al caramello.


Un classico della pasticceria: i cannoli...


... che vengono riempiti con crema pasticcera.



Con il pan di spagna prepareremo le peschine dolci.


Ecco le mezze pesche già cotte.



Su una metà della peschina si mette un ciuffo di crema e poi si unisce ad un'altra mezza pesca.



Le peschine vengono poi tuffate nell'alchermes, operazione che per il mio gusto le imbeve troppo.


Questa è con l'alchermes


Questa è una peschina al caffè


Un metodo rapido per fare le mini tartellette


Una possibile presentazione è con crema al limone e meringa all'italiana lievemente caramellata.


Altro tipo di tartelletta: crema pasticcera e meringa all'italiana.


Il corso era organizzato dal'associazione
Il mestolo e la Ramina