24.1.09

Mi son distratta un attimo...

Pallottine alla Crema
... e il carnevale è già arrivato! Avevo fatto tanti buoni propositi per questo inizio d'anno: volevo aggiornare la lista del FoodBlog Italiani, volevo pubblicare una ricetta di biscotti fatta un sacco di tempo fa, volevo mettere anche qui qualche ricordo della vacanza in montagna e non solo su Flickr. Il tutto prima di Carnevale.

Ma non ho fatto in tempo. Probabilmente pubblicherò le foto di Natale a Luglio come fanno le TV che con il caldo torrido ci propinano sempre sit-commedy ambientate a Natale. Mi sono sempre chiesta perchè, ma non l'ho mai capito!

Pallottine alla Crema

Bhé... torniamo al Carnevale, periodo di scherzi e di fritture. Io a casa non friggo spesso, ma a carnevale non si può proprio fare a meno di fare un dolce fitto, anche solo uno!
Quest'anno ho abbandonato le ricette classiche e mi sono lasciata tentare da queste pallottine pubblicate da Sandra.

Pallottine alla Crema

Sono squisite con il loro centro che rimane morbido... una tira l'altra!


Pallottine Fritte alla Crema
Pasta da bigné

125g Latte
125g Acqua
125g Burro a pezzetti
4g circa di Sale
140g Farina
4 Uova

Crema pasticcera

500ml Latte
4 rossi d'Uovo
60g Maizena
100g Zucchero a velo
1 stecca di Vaniglia

Olio di Arachidi per friggere
Zucchero semolato e Cannella per ricoprire


Preparare la pasta per bigné
Versare il latte, l'acqua e il burro a pezzetti in una casseruola e portare all'ebollizione affiché il burro fonda. Fuori dal fuoco aggiungere la farina tutta in una volta e mescolare rapidamente con un cucchiaio di legno per amalgamare completamente gli ingredienti.
Rimettere sul fuoco e mescolare continuamente per fare asciugare la pasta: si deve ottenere una palla che si stacca dalle pareti.
Versare la pasta in una ciotola. Aggiungere le prime 3 uova una alla volta, mescolando velocemente per incorporare bene ed evitare una frittata.
In una ciotolina sbattere con una forchetta l'ultimo uovo e aggiungerlo poco alla volta fino a quando la pasta ha la consistenza giusta: sollevando una parte di pasta col cucchiaio deve essere liscia e ricadere dal cucchiaio come un pesante nastro.
(Questa ricetta produce circa 700g di pasta. Per la ricetta ne serviranno solo 400g, con l'avanzo preparare dei bigné da farcire poi con la crema pasticcera)

Pallottine alla Crema

Preparazione della crema
In una casseruola dal fondo pesante fare bollire il latte con la stecca di vaniglia tagliata a metà.
In un'altra casseruola mescolare i tuorli d'uovo con lo zucchero e la maizena. Aggiungere lentamente il latte bollente (avendo messo da parte la stecca di vaniglia) mescolando con cura per evitare grumi. Porre la casseruola sul fuoco e portare ad ebollizione mescolando continuamente. Coprire la superficie della crema con pellicola trasparente per evitare la formazione di uno strato duro e lasciare raffreddare. (La crema pasticcera può essere preparata anche 24 ore prima)

Preparazione delle pallottine

In un tegame largo mettere a scaldare l'olio.
In una ciotola amalgamare 400g di pasta per bigné con 125g di crema pasticcera.
Con l'aiuto di 2 cucchiaini oppure con la sac à poche fare delle porzioni regolari di pasta e tuffarle nell'olio bollente. Friggerli fino a quando assumono una bella doratura.
Scolare le palline su carta assorbente e rotolarle nello zucchero semolato (se piace si può mescolare un po' di cannella)



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Con questo post partecipo alle raccolta di ricette di Carolina dove si possono trovare tante altre idee per il carnevale.


17.1.09

Oggi il mondo celebra il Risotto alla Milanese

Risotto alla milanese
Oggi centinaia di Chef, Ristoratori e professionisti del cibo hanno accolto l'appello del ITCHEFS-GVCI che, nella giornata mondiale dedicata alla cucina italiana, ha invitato tutti a preparare un piatto Italiano per eccellenza: il Risotto alla Milanese.
L'anno scorso era stato il turno della Pasta alla Carbonara e io mi sono lasciata sfuggure l'evento. Quest'anno non ho voluto mancare, anche se non appartengo alle categorie coinvolte dal GVCI.

Oltretutto non sono nemmeno milanese, per cui non ho nessuna ricetta autentica.
Per ispirarmi ho sfruttato la ricetta pubblicata sa Stefano Bonilli all'interno del post in cui ha invitato tutti a celebrare questa giornata a Roma.

Risotto alla milanese

Devo dire che, in attesa di assaggiarne uno autentico, questo è il miglior risotto alla milanese che io abbia mai mangiato :o)


Risotto alla Milanese
x 4 persone
320g Riso Carnaroli
1 Cipolla Bianca
1 Ossobuco di Manzo tagliato spesso (3-4 cm)
1 bustina di Zafferano
Parmigiano Reggiano a piacere
Vino Bianco
Acqua
Olio e.v. di Oliva
Sale

In un tegame fare fondere la cipolla in poco olio senza soffriggerla. Alzare la fiamma e adagiare nel tegame l'ossobuco. Rosolarlo da entrambi i lati facendo attenzione a non bruciare la cipolla.
Sfumare con poco vino bianco, lasciare evaporare l'alcol, abbassare la fiamma e incoperchiare. Portare la carne a cottura, servirà almeno 1 ora.
Togliere la carne dal tegame lasciando però il midollo, che andrà sbriciolato. Aggiungere il riso e farlo tostare fino a quando apparirà traslucido. Versare l'acqua bollente, quanto basta per coprire a filo il riso.
Portare il riso a cottura, aggiungendo altra acqua, ma mantenendolo abbastanza asciutto. Quando il riso è quasi cotto diluire lo zafferano in un mestolino di acqua bollente e aggiungerlo al riso.
A cottura ultimata spegnere la fiamma e mantecare con il formaggio (io ne ho usato poco).

Risotto alla milanese

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15.1.09

In Svezia le torte le fan così

Smörgåstårta
Quelle che si chiamano generalmente torte salate sono sempre qualcosa di più simile ad una quiche, cioè con la pasta solo sotto, oppure delle "pie", cioè con una copertura che racchiude il ripieno.
Gli Svedesi invece sì che sanno come fare le torte salate!

La loro Smörgåstårta, traducibile come torta tramezzino, è una vera e propria torta a strati riccamente farcita, ricoperta e decorata.
I ripieni sono di solito hanno una base di formaggi cremosi arricchita da carne, da pesce oppure anche solo in versione vegetariana.
La decorazione deve poi essere ricca, non come la mia che è scarsissima. Uova sode, insalata, maionese, insalate colorate, salumi/gamberetti e cetriolo sono le decorazioni più utilizzate.

Smörgåstårta
Su Flickr è possibile trovare una vasta raccolta di immagini da cui trarre interessanti spunti per quello che riguarda la decorazione.


Smörgåstårta semplice

3 fette di pane bianco per tramezzini rettangolari
250g Philadelphia
150g Mascarpone
150g Ricotta
150g Prosciutto Cotto
1 cucchiaio di salsa Worcester
sale, pepe

Per guranire:
Radicchio Rosso o altre insalate
Salame a fette sottili
Gherigli di noce

Nel mixer tritare versare il prosciutto cotto, 50g di philadelphia, 50g di mascarpone, 50g di ricotta e la salsa Worcester. Frullare per ottenere una pasta spalmabile.
In una ciotola amalgamare i formaggi rimanenti, condire con sale e pepe.
Su un piatto posizionare una fetta di pane e ricoprirlo con uno strato di crema di formaggio. Appoggiare sul formaggio un'altra fetta di pane e spalmarvi la crema al prosciutto. Terminare con l'ultima fetta di pane.
Rivestire tutta la torta con la crema al formaggio.
Decorare la superficie e i lati seguendo la propria fantasia.
Lasciare riposare 2 o 3 ore in frigorifero.
Se si consuma la torta dopo molto tempo ricoprirla con pelliccola trasparente per evitare che asciughi troppo.

Smörgåstårta

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8.1.09

Come fotografare secondo Helen

Il commento di Marco sul post in cui avevo parlato di fotografia mi ha fatto ricordare di avere trascurato l'argomento fotografia che invece avrei voluto continuare soprattutto dopo i tanti commenti che quel post aveva ricevuto e che ora sono dispersi nei meandri di Internet.
Sto continuando a leggere e a fare prove per cercare di migliorarmi, non per fare il verso ai professionisti ma semplicemente per fare foto che mi piacciano di più senza dover contare solo sui colpi di fortuna.

Tra le mie letture recenti c'è un articolo scritto da Helen, autrice del blog Tartelette, che è stato pubblicato sul blog My Cooking Hut.
Ho pensato di tradurlo perché ci sono molte accortezze che cerco di utilizzare anche io e alcuni concetti che si devono conoscere per passare dal "fotografo come mi capita" al "cerco di fare una foto decente" :o)

Leemei di My Cooking Hut mi ha chiesto di parlare a proposito delle mie foto e allo stesso tempo stavo pensando di realizzare delle FAQs per il blog. Ho accolto così la sua richiesta come un segno, mi sono presa del tempo e ho scritto quello che avevo in testa già da un po' di tempo.

Non sono qui per dirvi cosa fare o per dirvi di fare come me, vorrei invece raccontare quello che mi è utile e le cose che ho imparato e inserito nel mio modo di fotografare durante gli ultimi anni.
Relativamente alle fotografie che ritraggono il cibo, l'approccio è molto personale. Inoltre mi rendo conto che fotografare solo dolci,come nel mio caso, è molto differente rispetto a fotografare cibi salati (la carne, ad esempio!), ma spero che dalla mia esperienza si possano trarre utili suggerimenti.

C'è da ricordare che niente è scolpito nella pietra: le regole possono essere cambiate per raggiungere il risultato voluto e quello che vale per me potrebbe non valere per voi. E' necessaria tanta pratica!

Sia con una macchina (semi)automatica che con una reflex (DSRL) bisogna ricordare che non è l'attrezzatura che fa le foto o il fotografo. Sono passata ad una DSLR principalmente perché mi serviva una risoluzione maggiore per foto adatte ad essere stampate e perché la mia automatica era ormai da pensionamento.

Ho un food blog da poco meno di 3 anni ed ho iniziato con un Canon A610. Lo scorso febbraio sono passata ad una reflex, una Canon Rebel XTi. Ho acquistato solo il corpo macchina, scartando il kit comprensivo di obiettivo per acquistare invece due obiettivi a focale fissa (prime lenses).
Il primo è un Canon 50mm f/1.8 che adoro e che è un ottimo investimento a circa $80. Il secondo è un Canon 100mm macro f/2.8 che è più costoso. Possedere una coppia di obiettivi a focale fissa è un grande investimento: la loro qualità è alta e hanno un maggiore intervallo di aperture del diaframma e possono essere utilizzati come zoom semplicemente avvicinandosi/allontanandosi dal soggetto da fotografare.
Anche se ora utilizzo solo la DSLR ci sono delle nozioni di base che si applicano a tutte le macchine, siano esse a pellicola o digitali, (semi)automatiche o reflex (SRL).


1) Luce ed Illuminazione

Fotografo solo utilizzando la luce naturale. Non ho nulla contro l'uso del flash applicato alle foto di cibo ma richiede un nuovo percorso di apprendimento e una attrezzatura per la quale non ho budget al momento. Non uso nemmeno luci artificiali come light boxes, non ho niente in contrario nemmeno con queste però ho la fortuna di vivere nel Sud dove la luce del sole non manca e la stanza che uso per le foto è illuminata molto bene.



Quando ho iniziato a fotografare utilizzavo un tavolino accanto alla cucina con due grandi finestre alla mia sinistra. Però nel tempo avevo ammassato oggetti di scenografia, sfondi e attrezzatura fotografica; tutto questo non era gradevole da vedere per mio marito, facile da mordere per i cani e difficoltoso da spostare quando avevamo ospiti. Così ho spostato tutto in un'altra stanza, comprato un grande ripiano di legno che ho appoggiato su due cavalletti e sistemato le attrezzature negli armadi così ora posso riflettere e organizzarmi molto meglio.


2) Attrezzatura per illuminare

Utilizzo due strumenti per aumentare la naturale illuminazione con l'effetto di ridurre il lavoro di editing che applico alle foto prima di pubblicarle sul blog e che rendono la foto di un piatto "appetitosa".

A volte mi piace l'effetto delle ombre ma molto più spesso utilizzo un pezzo di cartone bianco per far rimbalzare la luce sul lato destro degli oggetti.



Così la luce circonda il dolce, anche sul lato non esposto alla luce diretta. (vedi foto sotto)



(Staximo: è perfetta anche una tavola di polistirolo, di quelle che si usano per l'isolamento e che si reperisce in qualsiasi grande negozio tipo Castorama)

Inoltre ho una coppia di riflettori ($25) che sorreggo con una mano mentre premo il pulsante di scatto con l'altra.



Nelle due foto a confronto dei cupcakes, una è scattata senza il riflettore argentato e appare buona ma un po' piatta. L'altra è scattata con il riflettore posizionato a destra ed aiuta a rendere l'immagine più definita e più chiara.



Anche un semplice trucchetto come questo può fare una grande differenza. Per le tartellette di zucca meringate che ho fotografato recentemente ho utilizzato solo il pannello bianco, perché il riflettore argentato dava alla meringa un riflesso metallico che non mi piaceva.

Nel mio "set" le ore migliori per fotografare in inverno sono dalle 8 alle 14, dopo la luce è eccessiva. Verso le 11 però c'è un forte riflesso che entra dalla finestra così uso un sottile telo bianco per diffondere la luce.



E' utile quando la luminosità è eccessiva o i raggi gialli del sole entrano direttamente. Durante l'estate non utilizzo molto lo schermo poiché la luce proviene da una angolazione differente e posso fotografare fino alle 16 ottenendo comunque una buona luce. Quindi quando la luminosità è eccessiva un diffusore (un semplice lenzuolo bianco) aiuta ad eliminare i riflessi e la luce diretta del sole permettendo però alla luce di entrare.


3) Allestimento

Dopo essermi spostata un un'altra stanza per fare le foto ho sistemato il tavolo di lavoro nello stesso modo in cui era sistemato quello che utilizzavo prima, con le luce sempre proveniente da sinistra. Non perché non volevo imparare nuove cose ma perché "conoscevo" quella luce: avevo imparato ad utilizzarla per più di un anno con la mia automatica e mi trovavo a mio agio.

Cercate di trovare un luogo in cui fotografare e utilizzate sempre quello: dovrete pensare meno a quello che è attorno al cibo per concentrarvi meglio sulla foto del piatto. Conoscendo bene l'area di scatto sarà possibile allestire in modo gradevole lo spazio anche se si vuole fare una foto molto semplice. Il tutto è più semplice se ci si organizza mantenendo libera l'area destinata alle foto, senza oggetti inutili e sempre pronta ad essere utilizzata.


4) Planning

I miei set non sono complicati però cerco comunque di organizzarli. In ogni caso però cercate di mantenerli semplici in modo da far risaltare i cibo che avete preparato. A volte immagino foto che "funzionano" nella mia mente ma al momento dello scatto non mi piacciono.
Prendetevi del tempo per fare varie foto ai piatti cambiando la disposizione degli oggetti attorno al piatto.

Io sono un disastro con le foto step-by-step però mi piace molto fotografare l'avanzamento dei lavoro quando preparo un dolce.
Per la composizione di tartellette qui sotto che illustra i vari stadi di preparazione ho innanzitutto pianificato mentalmente le cose da fare e mi sono presa il tempo per fotografare i vari stadi. Potete fare lo stesso per fotografare gli ingredienti, lo stadio intermedio di una ricetta, etc, utilizzando più o meno effetti artistici secondo le vostre preferenze. Panificate prima di iniziare la scenografia della foto così sarete più concentrati sul piatto e non a correre per la cucina cercando uno spazio libero per fotografare un tagliere di verdure, un tegame con una salsa in ebollizione, etc...



Un cavalletto è davvero utile in queste situazioni. Adoro il mio cavalletto principalmente perché mi tremano le mani ma anche perché posso preparare la macchina, andarmene, preparare il piatto, appoggiarlo sul set e premere il pulsante... la foto è pronta!
Mi serve anche perché una mano è sul pulsante della macchina e l'altra sorregge e muove o il riflettore o lo schermo bianco. Posso allestire la foto, vedere se mi piace, posizionare il piatto e la scenografia senza perdere l'angolo di inquadratura che mi piace.

Non pensate ad un cavalletto come un immobile, pesante pezzo di arredamento. Io sposto il mio lungo il tavolo, vicino o lontano, lo alzo o lo abbasso... mai un momento morto!
E' poi indispensabile quando si fotografano liquidi in movimento come in questa foto mentre versavo cioccolata calda nella tazza a premendo il pulsante di scatto allo stesso momento, o quando si fotografano gelati.

Per i cremini qui sotto dovevo muovermi velocemente, perché era molto caldo e sapevo che il gelato si sarebbe sciolto in pochi minuti non lasciandomi il tempo di scegliere le giuste impostazioni per la macchina e l'angolo di ripresa. Ho così preparato il piatto utilizzando dei pirottini come segnaposto dei gelati, sistemato il cavalletto e le impostazioni della macchine e, quando ero pronta per scattare, ho sostituito i pirottini con i gelati.



(Staximo: un cavalletto professionale può essere costoso, ma per una macchina fotografica compatta vanno benissimo anche dei piccoli cavalletti da tavolo che richiedono un investimento minore)


5) Scenografia

Per quello che riguarda gli sfondi ne ho sia bianchi che neri, ne ho anche alcuni colorato. Per una foto inizio a pensare quale sfondo sarà in grado di dare risolto al piatto, quale lo farà saltare agli occhi.
Abitualmente dispongo un lungo pezzo di stoffa sul tavolo, ogni tanto lo sollevo per utilizzarlo anche come sfondo.
I cupcakes sono stati fotografati senza fondale, per le tartellette la stoffa stesa sul tavolo fa anche da sfondo con una scatola che la tiene sollevata.



Cerco di non usare troppe tipi di stoffa poiché tendo a dimenticarmi quelle che possiedo. Quando ho iniziato mi sono recata in un negozio di tessuti e ho acquistato un metro di ogni stoffa che mi sembrava adatta ad essere utilizzata come sfondo. Alcuni tipi di bianco, con tessiture differenti, qualche stoffa rosa, rossa, blu e nera.
Ho scoperto che più la stoffa era disegnata più l'occhio veniva distratto e confuso guardando una fotografia. Il bianco evita questi problemi ed è adatto a giocare con i colori degli accessori. Mi piacciono invece gli sfondi neri quando i dessert hanno dei colori rosa, fuchsia, arancione o rossi molto vivi.

Stoviglie: Tutto dipende dal gusto personale ma "less is more" quando si tratta di oggetti per la scenografia. Fate in modo che sia il soggetto della foto a parlare di sé e arricchite il set con poche cose, ad esempio una forchetta, un piatto quadrato invece che tondo, una ciotola simpatica, uno strofinaccio colorato.
Preferisco fare una foto solo con il soggetto principale e poi altre aggiungendo qualche oggetto scenografico per riempire la scena. Dovrà essere il vostro istinto a guidarvi. Aree vuote possono servire a far focalizzare l'interesse sul soggetto, a volte invece possono essere un cucchiaio o uno strofinaccio a far risaltare il piatto. Il giudizio sta a voi, al vostro gusto.


6) Impostazioni della macchina

ISO: indipendentemente dalla luce fotografo a ISO 100, anche quando è nuvoloso. Utilizzando un valore ISO basso si riducono i disturbi nelle fotografie, ottenendo così foto di alta qualità molto più definite.
Ovviamente un valore ISO più alto permette di impostare una velocità di scatto maggiore evitando le foto mosse fatte a mano libera. Per il fatto che utilizzo un cavalletto e che il cibo non si muove posso utilizzare un tempo di posa molto lungo mantenendo un valore basso per gli ISO.

Con una macchina (semi)automatica potete impostare un valore basso per gli ISO (100 è ideale) tenendo conto che non si potrà sfruttare tutta la luminosità come si fa con una DSLR. Quando utilizzavo la mia "inquadra e scatta" cercavo di avere la massima luminosità nella stanza, utilizzavo il programma a priorità di diaframma e la funzione macro (l'icona a forma di piccolo fiore)

Bilanciamento del bianco: penso che la cosa che determina quale bilanciamento del bianco utilizzare sia il luogo in cui si vive. Io fotografo utilizzando l'impostazione "luce solare" invece del "bilanciamento automatico". Ma non è una regola inviolabile: prima di iniziare a fotografare provo quale dei due è meglio per il tipo di illuminazione della giornata (la luce cambia dall'estate all'inverno).
La cosa migliore da fare, ancora una volta, è quella di provare le diverse impostazioni per trovare quella più adatta. Fare più scatti e poi cancellare non costa nulla: è la bellezza del digitale!

Programmi predefiniti: io fotografo utilizzando il programma a priorità di diaframma ( A per Aperture Setting). Ora lo trovo il più comodo, ma quando ho inziato a fotografare con la XTi ho provato a fotografare dei cupcakes utilizzando diverse aperture di diaframma (f/stops - aperto, medio e chiuso) e utilizzando tutti i differenti programmi (manuale, priorità di diaframma e priorità di tempo) per vedere quale fosse il più comodo per me.

Apertura del diaframma (F/stops): Il passo successivo è individuare l'apertura di diaframma che preferite.Quando ho iniziato il blog guardavo le foto degli altri ed ero affascinata dalle foto con il patto perfettamente a fuoco e lo sfondo sfuocato. Come facevano ad ottenere questo effetto (piccola profondità di campo, cioè solo una parte degli oggetti nella foto è a fuoco)? Il trucco sta nell'utilizzare una grande apertura del diaframma.

Il diaframma è un oggetto mobile che consente alla luce di passare attraverso le lenti dell'obbietivo e di colpire il sensore della macchina digitale o la pelliccola di una macchina tradizionale. L'apertura del diaframma determina quanta luce passa. Una grande apertura di diaframma viene individuata con numeri piccoli nelle impostazioni della macchina ad esempio 1.4 e 1.8, una piccola apertura corrisponde ad esempio a 8 o 11 e oltre. Sembra un ragionamento un po' confuso, ma questi numeri devono essere messi come denominatore di una frazione: lunghezza focale diviso il numero impostato.

Se questo crea ancora confusione basterà ricordare che: numero piccolo (grande apertura) significa una piccola parte della foto a fuoco e tutto il resto (tipicamente lo sfondo) sfuocato, numero grande (piccola apertura) permette alla foto di essere nitida e di apparire molto profonda.

Mi piace provare entrambe le soluzioni a seconda di quello che c'è sullo sfondo. Per esempio nella foto delle tartelette che segue a sinistra la grande apertura di diaframma non permette di capire cosa c'è sullo sfondo. Portando l'apertura ad un valore più piccolo lo sfondo appare a fuoco e i dettagli sono comprensibili.



Utilizzando una grande apertura (numero piccolo) si può mettere a fuoco un solo oggetto all'interno di una composizione. Per esempio, nella foto dei bicchieri che segue il gruppo è visibile ma l'occhio viene catturato dall'unico a fuoco.
Di solito i valori che uso sono nell'intervallo 2.8-5.6 che mi permettono di avere l'oggetto bene a fuoco, con una sua profondità e il resto sfuocato.



Compensazione dell'esposizione: è il modo semplice di correggere problemi di luce (tipicamente carente). Sulla mia Canon appariva come un pulsante con la scritta AV+/- che permette di aumentare/diminuire la luminosità della foto indipendentemente dalle impostazioni del diaframma e del tempo. E' la mia ancora di salvezza quando il tempo è nuvoloso e devo scattare una foto senza perdere tempo con tempi di scatto e apertura di diaframme. Di seguito un esempio:




7) Post-produzione, cioè foto ritocco

Faccio ogni foto sia in formato RAW che jpeg ad alta definizione. Il RAW può essere considerato la versione digitale del negativo: le foto non sono subito utilizzabili ma contiene tutte le informazioni per crearla. Non uso Photoshop ma combino l'uso di GIMP (GNU Manipulation Program) che è simile a Photoshop ma free (oppure uso anche Picasa realizzato da Google) per guardare i file jpeg e poi il programma fornito con la XTi per modificare i file RAW, convertirli in jpeg da caricare sul blog. Questo consente di ridurre la perdita di qualità che si avrebbe lavorando direttamente sui file jpeg ed è utile soprattutto se si vogliono stampare le foto.
Il lavoro di post-produzione è minimale: correggere il contrasto, aumentare la luminosità o le ombre e a volte rendere più vivii colori aumentando la saturazione. Preferisco eseguire lo stessa foto almeno 3 volte condifferenti impostazioni per ottenere quella che richiederà meno post-produzione prima di essere pronta per il blog.

Spero sarete in grado di trovare qualche informazione utile e ricordate che per migliorare serve tanto tempo per fare pratica e leggere articoli sulla fotografia... ma la cosa più importante è fare quello che vi piace di più!



1.1.09

Fior di Capodanno

Fior di Latte e Panna
Il mio Capodanno è stato all'insegna del relax, del pranzo e delle valige da fare. Sì, domani si parte verso la montagna e spero non sarà una vacanza da incubo. Mi fa un po' ridere pensare in questo modo alla viglilia della partenza, però sarò la prima vacanza assieme a Tosca. Muoversi con un cane tra strutture pubbliche potrebbe rivelarsi drammatico, già mi vedo chiusa fuori da tutti i ristoranti e sull'orlo del congelamento :o)

Meglio non pensarci, meglio concentrarsi sul nuovo anno su cui ci siamo appena affacciati. Voi avete molte aspettaive? tanti desideri?
Io, a dire il vero, sono contenta così, quello che mi auguro è solo la salute. Prometto che cercherò di non metterla a repentaglio con ricette troppo "pericolose". Anche se oggi non sono proprio partita con il piede giusto: il pranzo, già molto ricco, è terminato con questo classico della cucina che io non avevo mai provato.
Come primo tentativo non è andato malissimo, quelli di mia madre sembravano mitragliati, nel mio invece solo qualche piccolo buchetto.


Fior di Latte e Panna
x 8 stampini monoporzione
Ricetta ispirata a quella vista su "Il Cucchiaio d'Argento"

150ml Panna da Montare
350ml Latte Intero fresco
250g Zucchero Semolato
2 Uova intere
3 Tuorli
1/2 Stecca di Vaniglia


Portare ad ebollizione, in un pentolino, il latte, la panna e la vaniglia divisa a metà nel senso della lunghezza.
Nel frattempo lavorare, senza montare, uova e tuorli con 120g di zucchero. Unire alle uova il latte caldo ma non bollente. Filtrare quindi il composto con un colino a maglia fine eliminando anche la schiuma che si potrebbe essere formata.
In un pentolino preparare il caramello con lo zucchero rimanente e 2 cucchiai di acqua. Quando è fluido e dorato rivestire il fondo e ibordi degli 8 stampini di allumino. Sistemarli in una teglia e riempirla di acqua arrivando a metà degli stampini.
Porre in forno a 150°C e cuocere per circa 1 ora facendo attenzione che l'acqua non arrivi mai ad ebollizione. A cottura ultimata uno stecchino infilato nei budini dovrà uscire pulito.



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