21.11.07

Tutto Latte


Devo ammettere di avere una predilezione per le ricette lunghe e complicate. Infatti mi piacciono le ricette con tanti ingredienti, con molti passaggi e lavorazioni successive. Il motivo lo ignoro... forse mi piacciono le sfide ;o)
Così può capitare che io mi metta a cercare una ricetta per uno stracotto con marinatura e cottura lunghissime ma che poi io venga folgorata da una ricetta "essenziale", quasi assurda per le quantità degli ingredienti: impossibile resistere al desiderio di provarla.
E' il caso di questo dolce trovato tra le pagine del libro "Antiche Ricette Toscane" di Franca Torsellini. Pare che sia un antico dolce conosciuto già dallo scienziato Francesco Redi e ripostato nel suo "Vocabolario delle voci aretine".
Io non credevo che solidificasse vista la proporzione di latte e farina... e invece le dosi funzionano! Il risultato è un solce semplicissmo dal sapore tenue e lontano anni luce da molte altre ricette che ho postato in precedenza qui sul blog.
La prossima volta proverò a realizzarlo con il latte crudo: la presenza della panna lo renderà più ricco.

Lattaiolo
750g Latte Intero
50g Farina
4 Uova
2 cucchiai di Zucchero semolato aromatizzato alla Vaniglia
Cannella e Zucchero a Velo
Burro


Montare i tuori con lo zucchero in una ciotola; in un'altra ciotola montare a neve i bianchi.
Unire con delicatezza i due composti montati, aggiungere poco alla volta il latte mescolando con cura e senza smontare troppo le uova (Questa è la parte complicata della realizzazione).
Ungere e infarinare una teglia; versare il composto che dovrà essere alto circa 3cm.
Cuocere in forno a 170°C per 25-30 minuti.
Lasciare raffreddare, cospargere con zucchero a velo mescolato con una quantità a piacere di cannella e servire.


Nota: per ottenere lo zucchero aromatizzato alla vaniglia basta mettere in un barattolo una stecca di vaniglia della quale sono già stati usati i semi, riempire il barattolo di zucchero. Piano piano la stecca cederà il suo aroma allo zucchero. Non ha limiti di conservazione.

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