27.9.05

La Spagna - Part IV

Siamo un po' in ritardo sui tempi che avevamo programmato e così Leòn la visitiamo un po' di corsa. Siamo anche un po' stanchi e così non vediamo l'ora di raggiungere la casa in cui passeremo la notte.
Ci allontaniamo dal tracciato del Cammino di Santiago e ci addentriamo nella Maragateria. Questa zona è molto brulla e battuta da un vento forte e implacabile. I paesi appaiono quasi deserti ma sono molto pittoreschi poiché le case sono tutte in pietra.
Finalmente vediamo le indicazioni per Camarga, voltiamo nella stretta stradina e ci troviamo di fronte ad una porta che nasconde completamente la casa.



La porta la potrei paragonare al coperchio di una brutta e vecchia cassa del tesoro.
Aprendola, infatti, ci siamo trovati all'ingresso di uno spelndido patio dove domina la pietra addolcita da porte in legno azzurro e finestre bordate di bianco. Le case della maragateria assomigliano alle case nord-africane che si sviluppano attorno ad un patio/giardino interno e che è anche il cuore della vita della casa.


La padrona di casa si chama Margarita ed è gentilissima. Affascinati dalla bellezza di Camarga decidiamo di riposarci e di assaggiare la cucina di Margarita rimandando al giorno successivo la visita ad Astorga.
La sala da pranzo è accogliente e Marga è una ottima padrona di casa: ci spiega uno per uno i piatti presenti nel menu per facilitarci la scelta. Il menu mescola piatti tipici della zona a piatti e ingredienti rubati ad altre culture: sono presenti il curry, l'uvetta e i pinoli nei piatti salati, la pasta phillo che forse sono eredità del passato oppure frutto della passione di Marga per la cucina. Noi optiamo per un menu composto da antipasto, piatto principale e dolce dal costo di 17 euro a testa bevande escluse.


La cena inizia con una assaggio di gazpacho in graziose tazzine di coccio.
Come entradas abbiamo scelto du piatti tipici della zona.

Callos, cioè trippa, con ceci, chorizo e morcilla: davvero buonissimo anche per me che non apprezzo per niente il sapore della trippa.

Fagottini di pasta phillo con morcilla sbriciolata, pinoli e uvetta serviti con una insalatina fresca: buoni ed azzeccato l'accostamento tra frutta secca e morcilla. La morcilla infatti è dolciastra poichè è una salsiccia fatta con sangue di maiale.

I piatti forti della sarata ci vengono serviti in due bellissime taijne: coniglio al pesto di aglio e guancia di maiale brasata con Pedro Ximénez. Talmente buoni che non ho fatto in tempo a fotografarli.
Come dolce una torta di formaggio lontana parente del cheesecake anglosassone servita con marmellata di fragole.
Anche la colazione è deliziosa: cafè con leche, pane tostato e 3 tipi diversi di marmellata servite in una graziosa triplice taijna.


Il soggiorno a Camarga grazie alla bellezza del luogo, alla cortesia e alla bravura in cucina di Marga è stato uno dei più piacevoli in Spagna tanto che cercheremo di ritornarci.

Tappa successiva della visita è Astorga, cittadina molto turistica con una bella cattedrale e il palazzo episcopale, ora sede del museo del Camino di Santiago, costruito su progetto di Gaudì.
Le vie principali della città sono piene di negozi per turisti ed invogliano a comprare il dolce più tipico di Astorta: le mantecadas.


Sono soffici tortine al burro abbastanza buone ma molto semplici. Personalmente alle mantecadas io preferisco i Mantecados alla cannella: deliziosi biscottini burrosissimi e friabilissimi. Per par condicio deciso di portarmi a casa entrambi i dolci: i sapori della Spagna potranno così durare un po' più a lungo della breve vacanza.

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2 comments:

  1. Dal resoconto del tuo viaggio ho l'impressione che tu abbia scoperto un angolo meno turistico ma altrettanto bello.
    Paragonabile in Italia andando alla scoperta delle province meno conosciute dalle rotte turistiche ma non per questo meno belle, anzi, forse con un fascino in più.

    E le bamboline della fabrica de mantecadas ne vogliamo parlare?
    Sono rusticissime :-)

    Mucca

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  2. I luoghi che ho visitato in Spagna, in effetti, non sono quelli famosissimi e che tutti ripetono.
    Quando mi chiedono "dove sei stata in vacanza?" e io dico "in Spagna" tutti si aspettano che sia stata o a Madrid, o a Barcellona o in Andalusia.
    Per la mentalità comune è come se in Spagna ci fossero solo questi 3 luoghi e il ristorante di Ferran Adrià. Il resto non conta, non è quasi degno di attenzione.
    I posti in cui sono stata, pur essendo un po' meno turistici, sono comunque abbastanza frequentati e la ricettività è buona. Santiago invece è iper-turisticizzata vista la mole di pellegrini che la visita ogni anno. Questo purtroppo da luogo di fede la trasforma in un ammasso di negozi di souvenir più o meno kitsch.
    Così come sono estremamente kitsch le bamboline sulla scatola... l'ho comprata proprio perchè era quasi incredibile per essere vera! :o)

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