29.12.05

Corbezzoli !!!

Corbezzoli

Ho trascorso la mattina a raccogliere un cestino di questi frutti. Anche questi, come le nespole, sono frutti un po' dimenticati.
Sono corbezzoli e, in questi giorni di inverno, fanno capolino con il loro colore sgragiante in mezzo alla macchia mediterranea.

Quando è maturo il corbezzolo è un frutto molto delicato e non sopporta di essere conservato a lungo. Il sapore dei corbezzoli è molto delicato ma gradevole. Ottimo l'abbinamento con una crema inglese.

Con i corbezzoli che ho raccolto stamattina ho intenzione di provare a fare una marmellata... il risultato, se commestibile, lo affiderò ad un altro post.

27.12.05

Natale



Il giorno di Natale ormai è passato e io e la mia pancia siamo tornate davanti al pc.
No, non fatevi strane idee, la mia pancia è citata solo per il fatto che in questi giorni è triplicata a causa delle abbuffate natalizie.

Ieri al Tg sentivo che, secondo le statistiche, durante le feste di Natale si prende fino ad 1 Kg e mezzo di ciccia in più... io ne avrò presi almeno 3 kg il solo giorno di Natale!
Purtroppo non ho foto perchè, nella fretta, ho preso con me la macchina fotografica ma ho lasciato a casa la batteria :o(

Questo è stato il menu per 14 persone serivto a casa di mia zia:
- Tortellini (fatti in casa) in brodo
- Tortellini alla panna
- Bistecca di vitello farcita, servita fredda con uova sode, carciofini e capperi accompagnata da sformato di spinaci
- Arrosto di vitello con pomodori gratinati, carciofi in umido e crema fritta
- Zampone e lenticchie
- Panone
- Torta di riso
- Strudel
- Salame di cioccolato
- Torta di noci
- Dolce "tutttofreddo" alla ricota
- frutta secca e mandarini

Crema fritta, lenticchie, panone, torta di riso e strudel sono stati il mio "piccolo" contributo al pranzo di Natale.

21.12.05

Cibo ed energia

Non sono molto favorevole a post "fuori-tema" per cui cerco di non uscire dall'argomento "Food". In questo caso però la mia indole scientifica ha preso il sopravvento.
Il cibo e l'energia sono strettamente legati: il cibo fornisce energia agli esseri viventi e oggi, senza l'ausilio dell'energia, non potrei fare niente: cuocere in casa una torta, omogeneizzare, guardare i programmi di cucina alla TV, fare le foto ai piatti, scrivere al pc come faccio ora.
Per cui l'energia elettrica è fondamentale per la mia vita e anche per il mio lavoro visto che con questo aggeggio (pc) io ci lavoro anche.

Quella che segue è una lettera aperta al Presidente della Repubblica scritta da una sessantina di scienziati dell'Associazione «Galileo 2001»(Umberto Veronesi, Franco Battaglia, Tullio Regge...) sulla politica energetica in Italia.


Noi sottoscritti, fondatori della Associazione Galileo 2001, per la libertà e dignità della Scienza, sentiamo il dovere di sottoporre alla Sua attenzione la difficile situazione energetica che penalizza il nostro Paese; una situazione figlia di alcune scelte irresponsabili e di lunghi anni di scarso interesse politico e di disinformazione mass-mediatica. Circostanza ancora più grave è il fatto che si prospettano oggi ai cittadini soluzioni immaginifiche e in aperto contrasto con le conoscenze economiche, scientifiche e tecnologiche, allontanando così le scelte dotate di prospettive concrete.
Non crediamo di fare retorica nel sostenere che l'energia è il nutrimento della civiltà e che senza energia e senza un suo impiego oculato una civiltà può solo scomparire: più precisamente, non la produzione d'energia, ma la disponibilità di energia, abbondante, economica, sicura e amministrata con competenza, è una condizione essenziale per il benessere e lo sviluppo di un Paese, ed è ciò che genera competitività e occupazione e, conseguentemente, progresso civile.
A causa dell'elevata dipendenza energetica (importa oltre l'80% dell'energia primaria che consuma) e del conseguente elevato costo dell'energia (quella elettrica, al netto delle imposte, costa agli italiani quasi il 40% in più rispetto alla media europea), l'Italia sta perdendo terreno nel confronto economico con i partners europei, assieme ai quali dovrebbe invece perseguire una più armonica strategia energetica comune:

1. Oggi, il cittadino spagnolo usufruisce del 10% in più d'energia primaria rispetto al cittadino italiano, l'inglese del 25% in più, il francese del 40% in più e il tedesco arriva al 65% in più. Simili percentuali valgono anche per la sola energia elettrica: rispetto al cittadino italiano, si va dal 10% in più utilizzati dal cittadino spagnolo al 55% in più utilizzati dal tedesco.

2. L'Italia è il Paese d'energia elettrica da gas naturale e petrolio - fonti costose e inquinanti - e con la maggiore importazione diretta d'energia elettrica (51 miliardi di chilowattora nel 2003, contro i 2 miliardi di kWh che importò il Regno Unito, 1 miliardo di kWh che importò la Spagna, e i 10 e 66 miliardi di kWh che esportarono, rispettivamente, la Germania e la Francia); circostanza, questa, che crea anche rischi alla sicurezza dell'approvvigionamento, come i black-out del recente passato hanno evidenziato.

3. La totalità dell'energia elettrica importata in Italia proviene dalle centrali nucleari d'Oltralpe. Mentre - giova ricordare - nel 2003, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna produssero, rispettivamente, 420, 157, 85 e 60 miliardi di KWh elettrici dagli oltre 100 reattori nucleari in esercizio in quei Paesi.

A fronte di questa situazione oggettiva e dell'urgenza di un'azione, vi sono responsabili politici e organi d'informazione che vanno diffondendo l'illusione che sia seriamente possibile affrontare il dissesto energetico facendo ricorso alle varie nuove forme di sfruttamento dell'energia solare rinnovabile: l'eolica, la solare termica o fotovoltaica, e i biocombustibili (che sono, tutte, forme dirette o indirette d'energia dal sole). Oppure, facendo ricorso a tecnologie futuribili, oggi prive di prospettive di concreta realizzabilità sia nel breve che nel medio termine.
Noi riteniamo che i cittadini debbano ricevere piena informazione, fornita con onestà e senza pregiudizi ideologici: essi devono conoscere le conseguenze, per sé e per i propri figli, delle scelte adottate in tema di politica energetica e, soprattutto, non devono essere illusi con promesse che la scienza più accreditata e la tecnologia più avanzata non possono contribuire a sostenere.

Ferma restando la sua capitale importanza in tutti i processi vitali, per i bisogni energetici dell'umanità l'energia solare rinnovabile, in tutte le sue varie forme, non è certamente l'energia del presente: essa ha soddisfatto il 100% del fabbisogno umano dalla notte dei tempi fino a un paio di secoli fa, mentre oggi il contributo energetico dal sole, se si esclude la fonte idroelettrica, è - in Italia come nel mondo - inferiore all'1%. Né si vedono ragioni per ritenere che nel futuro l'energia solare possa dare contributi sostanziali: in particolare, è improbabile, se non illusorio, che le forme d'energia solare diverse da quella idroelettrica possano offrire contributi veramente significativi al fabbisogno energetico del nostro Paese.

La fonte eolica lo ha già dimostrato nel Paese - la Germania - che più d'ogni altro v'ha investito: assai modesto è infatti il contributo elettrico che proviene dalle più di 15.000 turbine eoliche ivi installate: circa 3% dall'eolico contro il 30% da nucleare (la cui potenza installata è, in Germania, quasi uguale a quella eolica). Il solare termico produce solo aria o acqua calda, e a questo scopo il mondo usa meno del 10% dell'energia che consuma, di cui la porzione maggiore è consumata dalle zone che meno possono servirsi del solare termico; e, infatti, esso contribuisce nel mondo per meno dello 0,001%, anche perché è molto più conveniente utilizzare l'energia dalla rete del gas o elettrica cui ogni edificio deve comunque essere connesso.
Quanto al solare fotovoltaico, per produrre con questa tecnologia meno dell'1% dell'energia elettrica consumata dagli italiani, i soli pannelli fotovoltaici (senza installazione, trasformatori, ed eventuali accumulatori) costerebbero la proibitiva cifra di più di 10 miliardi di euro, e vi sono valide ragioni tecniche per dubitare che questi costi possano significativamente abbattersi.

Il Paese va anche chiaramente informato sulle reali prospettive dei biocombustibili: quando si tenga conto dell'energia necessaria nei processi agricolo e industriale per produrli, l'energia netta da essi ottenuta è di modesto rilievo. In ogni caso, assumendo le più favorevoli condizioni, per risparmiare meno del 5% del solo petrolio che consumiamo, bisognerebbe coltivare a biomassa l'intera superficie della pianura padana (oltre 45.000 kmq).

Il mondo produce oggi da tutte le nuove fonti rinnovabili messe insieme - geotermia, rifiuti, biomassa, eolico e solare termoelettrico e fotovoltaico - meno del 2% dell'energia elettrica che consuma. Quanto a produzione da queste fonti, l'Italia è già al terzo posto in Europa con 11 miliardi di kWh prodotti nel 2003 (il 10% dell'intera produzione europea da queste fonti); nonostante ciò, l'energia elettrica così prodotta copre meno del 4% dell'energia elettrica consumata dal Paese.
La fusione nucleare e l'idrogeno, spesso citate come tecnologie a portata di mano, sono ancora allo stato potenziale. La prima è tuttora limitata allo stadio di ricerca con prospettive a lungo termine. Quanto all'idrogeno - che non è una fonte d'energia
nella forma utilizzabile come combustibile - la sua produzione richiede una quantità d'energia molto superiore a quella da esso ricavabile, e per questa ragione il suo utilizzo su larga scala è vincolato anche alla disponibilità di energia abbondante, economica e sicura.
Oggi, quella disponibilità alternativa alle fonti fossili - inquinanti e sempre più costose - è offerta solo dalla tecnologia nucleare da fissione. Una tecnologia ormai ben collaudata, che trova largo e sicuro impiego nella maggior parte del mondo industrializzato, e che non può pertanto continuare ad essere esclusa dalle strategie energetiche del nostro Paese.

Teniamo a precisare che con questa nostra critica noi non proponiamo di sospendere, fermare o rallentare le ricerche sulle energie rinnovabili; ricerche che potrebbero portare, in un futuro pur lontano, alla scoperta, che nessuno può naturalmente escludere, di nuovi metodi d'impiego di queste forme d'energia. Questa nostra critica invita solo a non alimentare speranze, vicine o illusorie, sulla soluzione di quel grande problema che è la situazione energetica del Paese e che ha bisogno di essere responsabilmente affrontato.

Le chiediamo pertanto, Signor Presidente, di farsi promotore - nei modi che vorrà considerare più adeguati - di azioni che consentano la diffusione di quella informazione franca e trasparente che è condizione necessaria perché un Paese possa dirsi veramente democratico.


Seguono 61 firme

19.12.05

Frutti Dimenticati


Questi sono frutti che appartengono alla categoria dei frutti "dimenticati". Sono nespole ed erano apprezzate in passato, poichè, a causa della povertà, i frutti spontanei non venivano sprecati.
Mio padre, quando le trova, le raccoglie sempre poichè, per lui, rappresentano un ritorno al passato ricco di ricordi e di un po' di nostalgia anche se la vita era più dura di oggi.

Le nespole sono mature quando sono di consistenza molliccia e la buccia è color marrone scuro. Per mangiarle basta togliere il "cappellino" centrale che è costituito dal pistillo e spremere il frutto dal basso.
La polpa è morbida con la consistenza simile a quella della mela cotta. Il sapore però è molto particolare e un po' asprigno per cui può risultare poco gradevole. Bisogna poi fare attenzione percè all'inteno vi sono alcuni semi abbastanza grandi.

Ora che ci penso... per andare alla scoperta di altri frutti dimenticati o di piatti impreziositi da erbe "inusuali" un buon indirizzo è:
Ristorante Fava
0546/73908
Via G. Cenni, 70
Casola Valsenio (Faenza - Ravenna)


14.12.05

I cachi


Quest'anno ho fatto una scoperta scientifica. Ho imparato che non esiste solo una varietà di caco, ma ne esistono ben tre! :o)
I cachi che conosco fin da piccola sono quelli arancioni, con la buccia sottile e la polpa molle. La parte più prelibata, per me, è costituita da delle lingue gelatinose in cui poi si svilppano i semi.

Ma, come si dice, non si finisce mai di imparare e ho ricevuto in dono due cachi diversissimi da quelli che avevo sempre visto nei giardini in autunno.
Il problema è che non conosco il nome esatto di queste altre due varietà che mi sono state definite come "cachi mela", "cachi vaniglia", "cachi a pasta dura".
Fatto sta che entrambi hanno la pasta molto soda che ricorda le mele. Il frutto più grande ha una forma affusolata e la polpa arancione chiara. Quello più piccolo ha una forma schiacciata e la polpa è arancione scuro.
Entrambi sono buoni ma come intensità del sapore preferisco il frutto più grande.

Search Tags: ,

12.12.05

Mangiar Bene vs. Trash Food

Quando posso cerco di scegliere alimenti che mi consentano di "mangiar bene". Ma cosa vuol dire, per me, "mangiar bene"?
Vuol dire che preferisco verdure coltivate in un orto di cui conosco il proprietario rispetto a quelle che vendono alla Coop, che la carne bovina spesso la compriamo facendo macellare una mucca allevata da persone di fiducia, che evito il più possibile i cibi con conservanti e coloranti (ai quali, tra l'altro, sono anche allergica) e così via...

Però è giunto il momento di confessare, per la prima volta e pubblicamente, che provo una attrazione irresistibile per il trash food: merendine, caramelle, bevande dai colori e sapori improbabili, biscotti, salse e, purtroppo, Mc Donald's :o)
Questa mia "debolezza" mi porta a comprare prodotti confezionati che non ho mai visto sia in Italia che all'estero.
Mio fratello che conosce questa mia passione, di ritorno da un viaggio in Germania, mi ha portato questi deliziosi waferini.



Non conosco la loro qualità, forse è bassa, ma devo dire che sono buonissimi! La cialda è croccante, la cioccolata non ha retrogusti plastici, lo strato con le nocciole è picavolmente cremoso.

Search Tags:

6.12.05

Cookie Swap: The Round-up



Cosa è un "round-up"? E' un riepilogo.
In questo caso particolare è il riepilogo di tutte le ricette che hanno partecipato a due eventi che riguardano il cibo: IMBB e SHF.
Eccezionalmente i due eventi hanno unito le loro forze per avviare uno scambio virtuale di biscotti.

Dato il numeroso afflusso di ricette i due organizzatori (Alberto e Jennifer) si sono divisi i partecipanti e li hanno organizzati in un vero e proprio indice alfabetico che sembra essere pronto per la stampa:

Food Blog dalla A alla K

Food Blog dalla L alla W

Le ricette sono bellissime e potrebbero rappresentare degli utili spunti per dei regalini Natalizi!

Search Tags: , ,

2.12.05

Una sera, all'improvviso...

La vita è davvero buffa. Ci sono volte in cui desidero molto fare una cosa, mi impegno per riuscirci ma, in seguito a contrattempi vari, tutto va a monte. Altre volte, invece, le occasioni capitano da sole proprio quando meno me lo aspetto.
Può capitare ad esempio che una "cuoca" completamente autodidatta sogni a lungo di fare un corso di pasticceria ma, a causa del tempo che manca, dei soldi che mancano o della stanchezza, non è mai riuscita a frequentarne uno. Poi, un giorno, arriva una sua amica che le dice: "Io e Anna volevamo fare un corso di pasticceria mignon, ma Anna non può più venie con me. Vieni tu?". La cuoca autodidatta, colta alla sprovvista da questa proposta inaspettata, non sa cosa rispondere e, di getto dice: "Sì!"

Al corso abbiamo fatto cose che già conoscevo ma mi ha molto affascinato osservare il docente al lavoro. Devo ammettere di avere invidiato molto la sua manualità.
Il corso era tenuto da Davide Zauli, pasticcere, che ci ha presentato una rassegna di ricette base e varie alternative di realizzazione e presentazione.
La serata è stata molto piacevole anche per la simpatia del pasticcere: il suo accento romagnolo era molto divertente da ascoltare.
Dopo la preparazione, ovviamente, non potevamo buttare tutte quelle meraviglie e così ce le siamo mangiate accompagnandole con della malavsia (servita in bicchieri di plastica, ma era buona comunque :o) )

Ecco quello che abbiamo preparato e poi... mangiato.


Bignè cotti sulla cartaforno per farci vedere che il fondo non rimane piatto e così i bignè non sono stabili e non si presentano bene.


I bignè cotti sulla teglia unta con burro invece avranno il fondo perfettamente piatto


Profumatissimo e con fondo piatto.


...al bignè viene fatto un cappellino di caramello


Ecco il bignè finito e riempito con crema pasticcera al caramello.


Un classico della pasticceria: i cannoli...


... che vengono riempiti con crema pasticcera.



Con il pan di spagna prepareremo le peschine dolci.


Ecco le mezze pesche già cotte.



Su una metà della peschina si mette un ciuffo di crema e poi si unisce ad un'altra mezza pesca.



Le peschine vengono poi tuffate nell'alchermes, operazione che per il mio gusto le imbeve troppo.


Questa è con l'alchermes


Questa è una peschina al caffè


Un metodo rapido per fare le mini tartellette


Una possibile presentazione è con crema al limone e meringa all'italiana lievemente caramellata.


Altro tipo di tartelletta: crema pasticcera e meringa all'italiana.


Il corso era organizzato dal'associazione
Il mestolo e la Ramina

27.11.05

IMBB and SHF together : Cookie Swap


This is my entry for this month SHF. But today is not only SHF last day it is also IMBB day! SHF and IMMB together to carry out a worldwide cookie swap.

This recipe comes from my friend Lucia. We where talking about cookie swap and she told me: "Why don't you try this recipe of my grandmother? She called them "pastine" (breakfast cookies) but they are more siutable for tea time."



Sweet Rhombi
400g White Flour
200g confectioners sugar
100g salted butter, softened
100g butter, softened
200g mixed nuts(walnut, almond, pine nut, hazel nut)
1 egg, yolk and white separated


Mix flour with the two different kind of butter to obtain a sandy mixture. Add the egg yolk and knead quikly. This dough will be very difficoult to knead.
Put the dough between two sheet of parchement paper and with a rolling pin obtain a 3-4 millimeter sheet of pastry.
In a food processor mince the nuts adding 2 or 3 Tbs of sugar.
Beat the egg white until frothy and then start to add the confectioners sugar, while wipping, in gradual stream. Spread the meringue over the dough and the minced nuts over the meringue. Press a little the nuts to fix them over the meringue.
Cut into rhombi and lay them gently on a baking sheet covered with parchement paper.
Cook the cookies in preheated oven at 150°C. The cookies don't have to become brown.



Questa è la ricetta con cui partecipo all'edizione di questo mese del "blog evento" SHF: Sugar High Friday. Questo mese però SHF non è solo: si è infatti unito all'altro appuntamento fisso per i food blogger, che è Is My Blog Burning, per organizzare uno scambio planetario di ricette di biscotti.
Questa è una ricetta della mia amicha Lucia. Stavamo parlando dell'evento di questo mese e lei mi ha detto: "Perchè non provi questa ricetta di mia nonna? lei le chiamava "pastine" come se fossero dolci da colazione ma sono molto più adatti come dolcetti per il tè"


Dolci Rombi
400g farina
200g zuccehro a velo
100g burro salato morbido
100g burro salato morbido
200g mix di noci, mandorle, pinoli, nocciole
1 uovo


Impastare la farina con il rosso d'uovo e i due tipi di burro morbidi. Fare una
sfoglia di 2/3 mm sulla carta da forno.
Tritare finemente il mix di noci usando un po' di zucchero a velo per evitare la formazione di olio.
Montare a neve l'albume, aggiungere gradualmente lo zucchero a velo. Spalmare questo composto sulla sfoglia.
Sopra gli albumi creare uno strato uniforme con il mix di noci premendo leggermente per fare aderire il composto
Tagliare delle losanghe, disporle su una teglia ricoperta di carta forno e cuocere in forno pre riscaldato a 150°C. Non devono prendere colore.


Search Tags: , ,

24.11.05

Budino di Semolino


Dal libro di ricette della mamma ho scelto un dolce, forse un po' povero, ma che ricorda il sapore e la consistenza della torta di riso. Il "vantaggio" è che è più veloce da realizzare!


Budino di Semolino
1 litro di latte
1 etto di semolino
3 etti di zucchero
4 uova
1,5 etti di mandorle
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 etto di amaretti
liquore Mandorla Amara


In un tegame portare il latte ad ebollizione e versare il semolino. Cuocere per 5 o 6 minuti, mescolando spesso, per evitare che il semolino attacchi al fondo del tegame. Lasciare raffreddare.
In una ciotola mescolare le uova intere con lo zucchero senza montarle. Sbriciolare gli amaretti e bagnarli con il liquore.
Aggiungere al semolino prima le uova, poi le mandorle tritate finemente, gli amarretti e la vaniglia.
Riscaldare il forno a 170°C. Caramellare uno stampo rettangolare (30x20cm circa), mescolare bene il composto di semolino e versarlo nello stampo. Infornare e cuocere fino a quando, infilando nel dolce uno stecchino questo esce asciutto.


Search Tags: / ,

21.11.05

Il cioccolato in festa

Gli organizzatori dell'evento CioccoShow che si è tenuto ieri, domenica 20 novembre a Bologna, penso che siano soddisfatti del loro lavoro.
La giornata era fredda ma molto bella poiché il sole era tornato a farsi vedere dopo un lungo periodo di nebbia e grigiore. La cornice in cui si è svolto l'evento è una bellissima piazza di Bologna: piazza Santo Stefano. I palazzi antichi racchiudevano tanti stand allineati lungo il perimetro della piazza.

Gli stand ospitavano produttori di cioccolato provenienti da molte parti d'Italia (Cuneo, Ivrea, Firenze, Forlì-Cesena...) e ovviamente anche da Bologna (ad es. Roccati VIA CLAVATURE 17/A 40124 Bologna o51-261964 ).
Inoltre il numero di visitatori penso abbia superato le più rosee aspettative: piazza Santo Stefano era strapiena di persone ed era davvero difficile muoversi e avvicinarsi agli stand.
Ecco quello che sono riuscita a vedere io :o)







Search Tags: ,

15.11.05

Riso e Zucca

English below - Deutsches Rezept nach englischem Rezept

Partecipo all'evento "Blog-Event VII: KÜRBIS" della comunità di bloggers tedeschi con questa ricetta molto semplice ma è una delle preparazioni con la zucca che preferisco.
Per essere alla moda ho deciso di dare a questa ricetta un nome chilometrico così come usano fare i grandi chef :o)

Riso e Zucca


Risotto alla zucca, mantecato con rosmarino e olio di oliva, con foglie di guanciale croccante
x 4 persone


200g riso Carnaroli
200g di zucca gialla, pulita e tagliata a cubetti
1 cipolla piccola
brodo vegetale
1 cucchiaio di aghi di rosmarino tritati
olio di oliva di ottima qualità
8 fette sottili di guanciale stagionato

In un tegame fare fondere la cipolla tritata con olio. Aggiungere la zucca e rosolare fino a quando inizia ad ammorbidirsi.

Aggiungere il riso, tostarlo e ricoprire il tutto a filo con il brodo.
Rimescolare poco e portare il riso a cottura aggiungendo eventualmente altro brodo.
A cottura ultimata spegnere il fuoco, aggiungere al riso il rosmarino e un po' di olio. Mescolare con energia e lasciare riposare 2 minuti coperto.
Mentre il riso cuoce sistemare il guanciale in una padella antiaderente e cuocere fino a quando la carne diventa croccante.
Servire il riso sormontato da due fettine di guanciale.



This is my entry for the German Bloggers Event "Blog-Event VII: KÜRBIS". This recipe is very simple but is one of the way to eat pumpkin that I prefer.
The title of this recipe is very "cool": I've used a lot of word like famous chefs do on their menus :o)


Pumpkin Risotto, flavoured with rosemary and olive oil, and leaf of crispy "guanciale"
servings 4
Per il condimento:


200g Carnaroli rice
200g cubed yellow pumpkin
1 small onion, chopped
vegetable stock
1 Tbsp of chopped rosemary leaves
olive oil
8 slices of "guanciale"

Cook on low heat the onion with olive oil until the onion is transparent. Add the pumpkin and continue cooking until it starts to be soft.
Add the rice and let fry for a couple of minutes. Add the stock all in one time to cover the rice. Stir occasionaly and add stock if necessary until the rice is cooked.
Switch off the heat and add the rosemary to the rice. Add also a little of oil and stir well. Let the rice sit for 2 minutes.
While the rice is cooking put the "guanciale" in a non-stick pan and cook it until crispy.
Put the rice on the dish and add two slices of crispy guanciale.

Now... what is guanciale?
I'm not able to explain well in english. It is done like prosciutto (ham) with a lot of pepper but the meat comes from the cheek of the pork.It is the basic ingredient for "pasta all'amatriciana".



Google übersetzen das Rezept in Deutschen :o)

Dieses ist meine Eintragung für den deutschen "Blog-Event VII: KÜRBIS".
Dieses Rezept ist, sehr einfach aber ist eins der Weise, Kürbis zu essen, den ich bevorzuge.
Der Titel diesem Rezept ist sehr "abkühlen": Ich habe eine Menge Wort verwendet, wie berühmte chefs auf ihrem Kürbis Risotto der Menüs:o)


Tun, gewürzt mit Rosmarin und Olivenöl, und guanciale
x 4


200g Carnaroli
200g berechnete gelbes der kleinen Zwiebel des Kürbises
1 gehackter Gemüsevorrat
1 Tbsp gehacktem Rosmarin
läßt Olivenöl
8 Scheiben" guanciale"

Koch auf niedriger Hitze die Zwiebel mit Olivenöl, bis die Zwiebel transparent ist. Addieren Sie den Kürbis und fahren Sie fort zu kochen, bis er beginnt, weich zu sein. Addieren Sie den Reis und lassen Sie für ein Paar von Minuten braten. Fügen Sie den Vorrat allen in einemmal, den Reis zu bedecken hinzu. Rühren Sie sich occasionaly und addieren Sie Vorrat wenn notwendig, bis der Reis gekocht ist. Schalten Sie die Hitze aus und fügen Sie den Rosmarin dem Reis hinzu. Addieren Sie auch wenig von Öl und rühren Sie sich gut. Lassen Sie den Reis für 2 Minuten sitzen. Während der Reis kocht, setzen Sie das "guanciale" in eine Nichtstockwanne ein und kochen Sie es, bis knusperig. Setzen Sie den Reis auf den Teller und addieren Sie zwei Scheiben knusperiges guanciale.

Jetzt..., was "guanciale" ist? Ich bin nicht in der Lage, auf englisch gut zu erklären. Es wird wie "prosciutto" (Schinken) mit einer Menge Pfeffer getan, aber das Fleisch kommt von der Backe des pork.It ist der grundlegende Bestandteil für "pasta all'amatriciana".



14.11.05

Marzapane

Il marzapane mi piace molto ed è un amore che risale all'epoca delle scuole elementari e delle gare di nuoto. Tra una batteria e l'altra un morso ad un frutto di marzapane era confortante e necessario per raccimolare nuove energie.
Oltre al piacere di mangiarlo trovo molto bello anche l'aspetto del marzapane sotto forma di "frutta martorana".
Trovare nelle pasticcerie dei frutti di marzapane belli e buoni è diventato, via via, sempre più difficile. Forse a causa della richiesta limitata molte pasticcerie non li vendono più e, presa dalla disperazione, mi sono persino buttata sui frutti di marzapane che vengono venduti alla Coop. E' stata una esperienza traumatica: quello che chiamano marzapane sembra plastica dolce e anche l'aspetto lascia moltissimo a desiderare.

Passeggiando però lungo via Mazzini (il pensiero di prendere l'autobus mi faceva stare male a causa dell'affollamento) sono stata rapita dalla vetrina di una pasticceria apparentemente modesta ma che si è rivelata una sorpresa. Sui ripiani erano allineate tante varietà di frutti e animaletti di marzapane: ciliegie, mandorle, nespole, mandarini, mele rosse, lumache, fragole e altri ancora.Ho deciso quindi di acquistare qualche frutto...


Mandorla



Nespola



Fragola


Il proprietario è stato molto gentile illustrandomi tutti i prodotti in marzapane (compresa una scatolina che può essere riempita a piacimento) e facendomi visitare il laboratorio dove, sul tavolo, erano posti a raffreddare di bignè appena sfornati e profumatissimi.
Il marzapane si è rivelato essere anche buono oltre che bello!

Pasticceria Angela
di Galluzzo Carmelo
Via Mazzini n. 63
Tel: 051/341892
Bologna


Search Tags:

9.11.05

Copycat: Pita



Leggendo il foum di Gennarino mi sono imbattuta in questo thread sul pane pita.
Ho pensato immediatamente che per me sarebbe stato impossibile riuscire a far gonfiare il pane in modo così perfetto. Così ho deciso di provarci.

Il mio "sesto senso" gastronomico però aveva ragione. La ricetta dice che il pane si deve gonfiare e questa parte mi è riuscita quasi perfettamente poichè ho registrato solo 2 insuccessi. Il problema è che il pane raffreddandosi dovrebbe sgonfiarsi. Il mio invece è rimasto bello panciuto, forse l'ho cotto troppo. Il sapore però non ne ha risentito e, nonostante le origini del pane, era ottimo farcito con della salsiccia sotto'olio casalinga.
Devo ammettere inoltre che non sono stata in grado di ripetere fedelmente la ricetta ma ho apportato qualche modifica. La ricetta originale prevedeva solo l'utilizzo di farina forte io invece ho unito normale farina 00 ad una parte di manitoba poichè non mi piace il sapore degli impasti fatti solo con questa farina ed era l'unica farina forte a mia disposizione.
La cosa più divertente ed emozionante è vedere il pane che si gonfia nel forno!


Pane Pita
1 Bustina di lievito di birra disidratato (7g che corrispondono ad un panetto da 25g di lievito fresco)
Acqua a temperatura ambiente
600g Farina 00
200g Manitoba
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio di oliva


In una ciotola mescolare il lievito, 350g di acqua e 3 cucchiai colmi di manitoba. Coprire con pellicola trasparente e lasciare riposare 20 minuti.
In una ciotola capiente mettere la farina restante e un cucchiaio di olio. Aggiungere la pastella fatta col lievito e iniziare ad impastare.
Quando il lievito è bene amalgamato con la farina aggiungere il sale ed altra acqua. Trasferire su un piano e impastare fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica.
Mettere l'impasto nella ciotola leggermente unta, coprire con pellicola trasparente e lasciare lievitare circa 2 ore affinché la pasta raddoppi il suo volume.
Sgonfiare poi la pasta e dividerla in 8 parti. Lasciarle lievitare coperte per 15 minuti.
Nel frattempo riscaldare il forno a 250°C.
Con il mattarello stendere ogni pallina, con delicatezza per non provocare rotture, in un cerchio di circa 20 cm di diametro e cuocerle in forno senza farle colorire troppo.

7.11.05

Il Tramaglio

Io sono una "donna di pianura" da almeno 4 generazioni e le generazioni precedenti vivevano sulle montagne. Il pesce di mare, quindi, è realmente la cosa più distante dalle mie tradizioni gastronomiche. In questo locale però è stato piacevole imparare ad assaporare delle preparazioni basate su pesce freschissimo anche se forse non erano "innovative" come la "moda" comanda.

Il mio menu:



- Antipasti misti
In senso orario partendo alle ore "12" ho assaggiato: cozze ripiene, acciughe marinate con cipolla rossa, pesce spada marinato con zucchine, fiori di zucchina riepieni con melanzane e pesce spada (squisiti). Al centro qualche cozza proveniente da un cous cous freddo. Dalla foto mancano anche gli sgombri matinati con verdure che però non ho assagiato.


- Pici allo scoglio
Buonissimo e ricco il condimento che, per i miei gusti, non era esaltato al meglio da questo formato di pasta molto consistente.


- Gnocchi di patate con Gallinella
Questi erano davvero perfetti sia come consistenza degli gnocchi, sia come bilanciamento tra il sapore delicato delle patate e il sugo a base di gallinella.



- Orata all'acqua pazza
Una preparazione semplicissima ma anche molto pericolosa poichè è facile rovinare il pesce. Lo chef invece è stato molto bravo, soprattutto nel conservare il sapore di mare del pesce: per me, che non sono abituata a mangiare pesce fresco, era davvero molto intenso.

Il Tramaglio
0564-934591 / 3338619876
Via Ansedonia 27
Castiglione della Pescaia(GR)

Search Tags:

3.11.05

Un panino a colazione

Tutti i nutrizionisti affermano che la colazione è un pasto da non sottovalutare. Una buona colazione è necessaria per fornire nuove energie all'organismo che si risveglia e si rimette in movimento.
Questa sarà una colazione conforme ai dettami dei nutrizionisti? :o)




Probabilmente no, ma è la mia colazione preferita e, quando posso, non me la faccio mancare. Si tratta di un croccante panino, fresco di forno, farcito con porchetta.
La particolarità di questo panino sta proprio nella porchetta. Solitamente la porchetta che viene venduta è fredda, un po' secca, molto pepata e la cotenna è elastica. Questa porchetta invece è tutta un'altra cosa.
Innanzitutto è prodotta in una regione che fa delle porchetta l'oggetto di una vera e propria tradizione: l'Abruzzo.
Alla mattina, girando per i paesi durante il fine settimana o nei giorni di mercato, è frequente imbattersi in cartelli che recitano "Qui porchetta calda". Il maiale viene cotto durante la notte e alla mattina viene esposto, fumante e profumato, sul banco o di una macelleria o di un venditore ambulante.
Penso che gli abitanti di ogni zona dell'Abruzzo siano pronti ad affermare che la porchetta migliore è quella che producono loro. Secondo me la più buona si può trovare nella provincia di Teramo in un piccolo paese famoso proprio per la "Sagra della Porchetta" che si svolge ad Agosto.
Durante questa sagra, che purtroppo non ho mai visitato, viene anche eletta la porchetta migliore tra tutte quelle preparate dai partecipanti alla sagra. Il mio panino proviene proprio dalla macelleria di colui che ha vinto più edizioni di questa sagra: il signor Foco. La sua porchettà è morbidissima e sugosa, leggermente speziata e la crosta (che a richiesta viene aggiunta al panino) è croccantissima. Ma bisogna svegliarsi presto per gustare questa prelibatezza: a mezzogiorno potrebbe essere già finita!!!

Macelleria Foco
Campli
(Teramo - Abruzzo)


Search Tags:

28.10.05

Meritato riposo...?

Non so se me lo merito oppure no, però me ne torno un po' in vacanza!
Questo anno mi piace molto: ci sono tanti ponti che permettono di spezzare la monotonia della quotidianità lavorativa.
Ovviamente, essere in vacanza vuol dire lontananza assoluta da questo piccolo mostriciattolo indispensabile di pc che sto usando per scrivere, per cui non aggiungerò nuovi post per un po' di giorni.

A presto!

27.10.05

A tutta Zucca!

In questo periodo una grande protagonista delle tavole è la zucca. La zucca è presente in molte ricette su tanti blog e forum di cucina.

Anche nei negozi di tutti i generi si trovano zucche: zucche-candela, zucche-porta-uovo, zucche-festone, zucche-fluorescenti..... Tutto merito dell'invasione commerciale che ci spinge a festeggiare Halloween come se fosse una nostra tradizione.
Io alle zucche per ora dedico un book fotografico perchè, oltre che buone, trovo che siano estremamente belle!









Search Tags: ,

24.10.05

Castagne, funghi e lenticchie



L'autunno è proprio una bella stagione. Ci sono i funghi ma soprattutto ci sono le castagne che sono il mio frutto preferito. Anche se non sono tipicamente autunnali ho pensato ad un'altra cosa di cui sono molto golosa e che mangio prevalentemente in questa stagione: le lenticchie.

In questa ricetta li ho riuniti tutti insieme e il risultato è un gradevole piatto ideale per i giorni grigi e freddi.


Zuppetta di Lenticchie e Funghi con Gnocchi di Castagne
x 4 persone

150g Lenticchie di Castelluccio
15g Porcini Secchi
1 Cipolla Piccola
100g Farina di Castagne
75g Farina Bianca
1 Uovo
50ml Grappa
20g Burro
4 o 5 Foglie di Salvia
Sale
Olio di Oliva


Ammollare i funghi secchi in acqua tiepida, tritarli grossolanamente e conservare l'acqua.
Tritare finemente la cipolla, metterla in un tegame (se possibile di coccio) e farla fondere con un poco di acqua. Quando l'acqua sarà evaporata aggiungere un po' di olio. Non appena la cipolla inizia a soffriggere aggiungere le lenticchie ben lavate e lasciare insaporire 5 minuti.
Aggiungere i funghi, la loro acqua filtrata attraverso un telo e altra acqua. A metà cottura regolare di sale. Lasciare cuocere fino a quando le lenticchie sono morbide ma non disfatte.
Nel frattempo setacciare le due farine, unire l'uovo, la grappa, un pizzico di sale e l'acqua necessaria per ottenere una pastella morbida ma non liquida. La consistenza deve essere simile alla pasta per fare i bignè.
Mettere la pasta in un sac a poche senza beccuccio finale o con un beccuccio molto grande. Spremere la pasta tagliandola in tronchetti di circa 2cm di lunghezza facendoli cadere in una pentola di acqua salata in ebollizione. Lasciare cuocere gli gnocchi fino a quando non verranno a galla e l'acqua inizierà a bollire nuovamente.
Scolare gli gnocchi e passarli velocemente in una padella con burro fuso e salvia.
In ogni piatto disporre una porzione di zuppa di lenticchie e guarnire con gli gnocchi.


Search Tags: / , ,

20.10.05

Cheesecake Banana-Lampone



La base di questo cheesecake è una rielaborazione un po' light di una ricetta classica. L'autrice è una mia amica-ex-collega che ha dovuto adattare la torta alla figlia che non sopporta panna e mascarpone.

Il risultato è una base lievemente asprigna che si sposa molto bene con coperture alla frutta. Io ho cercato di abbinare la semplicità (confettura) al barocco (banane caramellate).


Cheesecake Banana Lampone

Per la base:
150g Biscotti (Digestive)
80g Burro Fuso
250g Ricotta
250g Yogurt Greco
120g Zucchero
3 Uova
Essenza di Vaniglia

Per la copertura:
30g Burro
2 Banane
3 Cucchiai di Zucchero
100ml di Brandy
Confettura di Lamponi


Nel robot da cucina polverizzare i biscotti, mescolarli con il burro fuso ed amalgamali molto bene. Con questo composto creare un guscio, come per una crostata, in uno stampo a cerniera ricoperto di cartaforno. Porlo in frigorifero per circa 30 min.
Nel frattempo preparare in ripieno. Passare la ricotta al setaccio, unirla allo yogurt. Montare le uova intere con lo zucchero, unire delicatamente i formaggi e un cucchiaino di essenza di vaniglia.
Versare il composto di uova e formaggi nel guscio di biscotti, cuocere in forno a 170°C per 40-45 minuti. A metà cottura, per evitare che la superficie colorisca troppo, coprire lo stampo con un foglio di cartaforno. Estrarre dal forno, lasciare raffreddare nello stampo e porre il tutto in frigorifero.
Banane caramellate.
Sbucciare e affettare le banane in dischi di 1 cm di spessore. In una padella fondere il burro e adagiarvi le banane in un solo strato. Cuocere 1 minuto per parte, aggiungere il brandy e fiammeggiare.
In un altro padellino caramellare lo zucchero con un cucchiaio di acuqa. Quando lo zucchero è caramellato, aggiungere con molta attenzione altri 2 o 3 cucchiai di acqua per ottenere un caramello liquido. Versarlo nella padella dove stanno cuocendo le banane e lasciare restringere girando una volta sola le fettine di banana. Lasciare poi raffreddare.
Estrarre il cheesecake dal frigo e dalla tortiera. Decorare la superficie a spicchi, alternando banane e confettura di lamponi, in modo tale da poter tagliare delle fettine "bigusto".


18.10.05

Golosità

In questo momento non so cosa darei per una merenda come questa: churros caldi e cioccolata...



...ma ormai sono solo un lontano ricordo di un pomeriggio estivo sulle Rías.

Search Tags: , ,

17.10.05

Crumble alle Mele



Dolce di una semplicità estrema ma anche estremamente pericoloso: io non riesco a smettere di mangiarlo quando me lo trovo davanti.
Questo crumble è una variazione di una ricetta presente nel libro Crumbles (Camille Le Foll).

E' un libro con bellissime foto e ricette che però io non trovo molto equilibrate poichè richiedono l'utilizzo di dosi spropositate di burro.


Crumble alle Mele
Per il crumble:
200g Farina
100g Burro Salato
80g Zucchero

Per il "ripieno":
6 o 7 Mele
8 Prugne Secche Snocciolate
50ml Whisky
30g Burro


Pelare le mele, togliere il torsolo e tagliarle a fettine. In una padella fare fondere il burro e aggiungere le mele. Aggiungere anche le prugne tagliate a pezzi e fare cuocere fino a quando le mele iniziano a diventare morbide. Unire alle mele il whisky e farlo evaporare a fiamma vivace. Togliere le mele dal fuoco e lasciare intiepidire.
Nel frattempo preparare il cumble mescolando, in una ciotola, la farina con lo zucchero. Unire il burro freddo tagliato in piccoli pezzi amagamando velocemente tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto sbriciolato.
In una teglia (diametro 24-26 cm.) disporre un piccolo strato di briciole, ricoprirle uniformemente con le mele e terminare con la pasta sbriciolata.
Cuocere in forno a 170°C per 30-35 minuti controllando che la superficie del crumble non diventi troppo scura.


Search Tags: , /,